Abusi violenti su disabili: parte il progetto Oltre per formare persone in grado di vedere l’invisibile
L’assessore Straface ed il Garante regionale Siclari nella sede del Centro Calabrese di Solidarietà che attuerà il programma sul territorio
Sono state 1350 richieste di aiuto per violenza al numero verde 1522. Ma quando a subire una violenza sono donne disabili queste diventano invisibili per le oggettive difficoltà a discernere l'abuso e poi soprattutto a denunciarlo. Nasce così “Oltre: doppia vulnerabilità e pari diritti” un progetto proposto dal Centro Calabrese di Solidarietà di Catanzaro e presentato alla presenza di importanti attori
L’assessore e la presidente
«C'è la necessità che queste donne vengano seguite con una presa in carico integrata che veda insieme più soggetti e parliamo di un progetto che la Regione ha voluto affidare ai centri antiviolenza e alle case rifugio – ha detto l’assessore alle Pari opportunità della Calabria Pasqualina Straface - perché oggi qui troviamo quelle operatrici che riescono ad accogliere le donne senza giudicarle e soprattutto a garantire quella che è la loro piena dignità.
«Ci sembra impossibile che una donna disabile possa subire violenza, invece i predatori ci sono sempre e si nutrono proprio delle persone più fragili – ha detto Isa Mantelli, presidente del Centro Calabria di Solidarietà di Catanzaro. La prima cosa da fare è dislocare i centri antiviolenza e i punti di incontro sul territorio e quindi l'idea è di formare tutte le strutture che vengono a contatto con queste donne in modo che possano comprendere anche solo da un gesto e non dalla parola che c'è stata qualcosa che non è andato per il verso giusto»
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Infatti un medico, un tutore dell’ordine o un assistente sociale adeguatamente formati possono capire, anche nel silenzio, che in quella casa si sta consumando una violenza.
Il progetto "Oltre – Inclusione, accesso, diritti" prevede pertanto un ciclo di seminari rivolti a operatori dei servizi sociali, sanitari, socio-sanitari, educativi, centri antiviolenza, associazioni ed enti istituzionali. Accanto alla formazione specialistica delle operatrici saranno attivati sportelli itineranti sul territorio provinciale e realizzati kit informativi accessibili, dal Braille ai video in LIS fino ai materiali digitali compatibili con screen reader, con l'obiettivo di rendere realmente fruibili i servizi antiviolenza per tutte le donne.
Il garante e l’esperta
«La Calabria ha in questi ultimi anni intrapreso un'importante strada che è una strada che io ritengo virtuosa perché ha finalmente scelto di investire tanto» ha aggiunto l’avvocato Ernesto Siclari, Garante per i diritti dei disabili in Calabria.
Preciso e profondo l’intervento di un altro legale, Giusy Pino, la quale forte della sua molteplice esperienza a diversi livelli ha spiegato la genesi del progetto, venuto fuori dopo aver constatato che «purtroppo le donne disabili vittime di violenza di genere o di violenza domestica venivano tenute in considerazione solo per essere escluse dall'accesso ai centri antiviolenza, non per discriminazione ma perchè semplicmente non c’era il personale adeguato (e quindi pagato) per accettarle ed assisterle».