Amelio: «Cosa penserebbe Vannacci del mio film? Intanto mi auguro che paghi il biglietto ed anche più volte per i suoi tanti iscritti»
A Venezia il regista catanzarese risponde con la consueta ironia ad una domanda sulle possibili implicazioni politiche della sua pellicola “Nessun dolore”
Il noto regista Gianni Amelio, nato a Catanzaro, nel corso di un’intervista rilasciata all’inviato Nino Luca di CorriereTv, ha parlato delle implicazioni politiche del suo film “Nessun dolore”, presentato fuori concorso al Festival del Cinema di Venezia.
Il generale Vannacci potrebbe dire che anche Amelio gli da ragione, gli chiede il giornalista, sulla scorta dei contenuti della pellicola che tratta il tema dell’accoglienza e delle difficoltà incontrate dal protagonista.
«L’importante è che si discuta di queste cose – risponde il regista – Se Vannacci paga il biglietto, mi auguro che lo paghi anche più volte, e che ci mandi anche i suoi elettori perché sono cittadini perché sono possibili spettatori. Magari il messaggio, se di messaggio si può parlare, perché io non mando messaggi, ma mando sentimenti da accogliere o da respingere, può essere recepito in modi diversi. Può darsi che un politico, di qualunque schieramento, veda il film e sia d'accordo con me oppure sia in opposizione con me».
(foto Amelio CorriereTv)