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17/04/2026 ore 08.57
Attualità

Anima Randagia: «I professionisti del buon tempo provino a lavorare loro senza essere pagati per mesi»

La più importante associazione cittadina di tutela animale replica all’invocazione dei doveri deontologici richiamati da un legale

di Redazione

Tiene ancora banco, anche fuori dal contesto politico, la questione dei gatti ricoverati per convenzione in una clinica privata cittadina che ne attende da mesi i dovuti pagamenti. A prendere posizione è stamane la più importante associazione animalista del Catanzarese.

«Leggo con molto rammarico e preoccupazione una serie di considerazioni meritevoli di attenzione, riguardanti la vicenda "gatti di Catanzaro" – inizia Francesca Console, presidente dell’Associazione Anima Randagia OdV. La FNOVI (Federazione Nazionale Ordine Medici Veterinari) attraverso il Codice Deontologico, nella parte "Doveri del Medico Veterinario", agli articoli 9 e 11, citati dal noto avvocato Nunnari, sancisce "il Dovere di Diligenza e Prudenza ai quali il medico deve adempiere nell'espletamento della sua professione, denunciando all'Ordine ogni tentativo tendente ad imporgli comportamenti non conformi" (art. 9) e ancora "il Dovere di Probità, dignità e decoro, che implicano lo svolgimento dell'attività con lealtà e correttezza nei confronti degli utenti, dei Colleghi, degli animali e della società".

Quanto sancito dagli articoli citati è stato ed è ad oggi rispettato dalla dottoressa Livia Pullano (titolare della clinica veterinaria in questione)  la quale ufficialmente, da troppo tempo, ha esposto la problematica esattamente a chi di dovere oltre che a Comune, Catanzaro Servizi e Servizio Veterinario, agendo con diligenza, dignità, decoro per la professione e soprattutto nel rispetto e per la tutela degli animali da Lei ospitati incessantemente, 365 giorni all'anno, con amore, dedizione e passione, da quasi 10 anni.

Termini di affidamento

Mi preme ricordare – continua Console – che come da Contratto Rep. 168 del 07.12.2016 reg 22.12.2016 n 2529 serie 3 e successivo rinnovo tramite Contratto Rep. 35 del 20.04.2022, stipulato dal Settore Igiene e Ambiente in nome e per conto del Comune di Catanzaro con la Catanzaro Servizi SpA, la stessa come da Art. 1 (oggetto dell'affidamento) comma 8 lettera b, AVEVA e CONTINUA AD AVERE "l'obbligo di realizzare una idonea struttura per il ricovero temporaneo e per l'assistenza dei gatti incidentati, oltre che garantire il pronto soccorso di gatti randagi"

Fino ad ora i gatti sono stati accolti, sottoposti a cure, terapie e profilassi come stabilito dalla Convenzione tra il medico veterinario e la Catanzaro Servizi SpA, sottovalutando però la collocazione degli animali a fine ricovero e terapie, non rispettando quanto stabilito dal Contratto in essere con il Comune, legittimo proprietario dei gatti. Proprio per etica, professionalità e rispetto dei "pazienti", gli stessi non sono mai stati ABBANDONATI dalla dottoressa Pullano, nè dal punto di vista medico e nè tanto meno dal punto di vista del mantenimento.

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Mi preme anche evidenziare – aggiunge – che un professionista non presta la sua opera in maniera gratuita, quello si chiama volontariato, e per tale semplice ragione mi piacerebbe osservare le reazioni di chi, trovandosi nella stessa situazione, al momento sminuisce un medico che dopo mesi e mesi di lavoro "volontario", si rende conto che non può più garantire la sua prestazione con "probità, dignità e decoro"

I gatti, come da comunicazione ufficiale della dottoressa Pullano, ricevuta per conoscenza anche dall'Associazione che rappresento, "verranno consegnati al legittimo proprietario in modo che possano essere ricollocati in strutture idonee". La restituzione al legittimo proprietario non credo possa configurarsi in un reato, oltretutto avallato dalla ricollocazione in strutture idonee, la cui mancanza non è da attribuirsi al medico convenzionato, ma al responsabile del servizio che per oltre 10 anni ha omesso di realizzare.

Precisazioni

La missiva continua con la specifica che i gatti verranno portati e "liberati" sul posto visto che le attrezzature (i trasportini in cui verrebbero ospitati gli animali per essere spostati, per intenderci) sono di proprietà della struttura ospitante.
Il termine "liberati", all'intero della comunicazione, è virgolettato, il che in lingua italiana può avere tantissimi significati, in questo caso non è difficile comprendere che è "figurato" e quindi "quella parola è usata in senso metaforico, ironico o diverso da quello abituale" (cit.). IL "POSTO" NON E' LA STRADA come in tanti hanno mal compreso, ma il "posto" è il legittimo proprietario, ribadisco il Comune, e liberati è metaforico.

I metodi legali per farsi riconoscere il diritto di credito sono stati assolti, impostati e portati avanti da chi di dovere.
Il parlare o scrivere elargendo giudizi senza cognizione di causa e senza la conoscenza di quanto è stato fatto fino ad ora, omettendo a monte di ascoltare la parte lesa, basandosi solo su un articolo di giornale o un post social, ledono gravemente la reputazione e il buon nome delle persone mettendone in dubbio la loro professionalità.
Il rispetto invece e sottolineo purtroppo, anche da parte di soggetti terzi, si è perso per strada, quella stessa strada di mancanze che avvolge l'intero sistema istituzionale a partire dal Comune e a terminare al Servizio Veterinario.
Se solo lo stesso Servizio Veterinario avesse adempiuto agli obblighi di legge, al rispetto dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) in materia di randagismo e tutela animale, sicuramente non ci sarebbero 70 gatti bisognosi di cure e assistenza.
Consiglio: Impariamo a "fare la guerra" a chi DEVE e non a chi FA.

Vero rispetto animalista

Proprio per il rispetto del Codice Deontologico, con grande fatica e dispendio di denaro proprio, la dottoressa Pullano fa presente "l'impossibilità di garantire le cure ai gatti ospitati" e visto che detentore e proprietario hanno compiti alquanto diversi, la stessa ha sempre ottemperato per entrambi e "non riuscendo a garantire", "NON GARANTENDO" , sono termini completamente diversi, ne dispone la restituzione, per rispetto degli animali PRIMA DI OGNI COSA.

Lo stesso Servizio Veterinario HA AFFIDATO, nel corso degli anni, tantissimi gatti alla struttura convenzionata che-ripeto- avrebbe dovuto SOLO prestare attività sanitaria di PRONTO SOCCORSO (vista la mancanza, ennesima, di un ambulatorio veterinario) e non di ospitalità e mantenimento, senza tralasciare il fatto che un gran numero di interventi avvenivano per gatti affetti da patologie pregresse e per cause NON rientranti nella convenzione, ma che la dottoressa Pullano ha accolto ugualmente.
Lo stesso Servizio è a conoscenza eccome dello stato di salute dei gatti visto che è il primo ad intervenire sul posto come primo soccorso, e gestendo la Banca Dati Regionale (Anagrafe canina) è ovviamente a conoscenza del numero di gatti ospitati presso la dottoressa Pullano che semmai avessero ritenuto "non idonea" come collocazione o come mal gestione dello stato di salute (conoscendo anche il tasso di mortalità), sono sicura avrebbe già effettuato interventi a dovere.
Ribadisco e puntualizzo che moltissimi gatti portati dalla Sanità Animale a seguito di segnalazione non rientravano negli obblighi della Convenzione, ma sono STATI UGUALMENTE ACCOLTI, curati e mantenuti.

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Concludo affermando che tale accanimento, tramite giornali e a mezzo social, esula dalla realtà e devia da quella che DEVE ESSERE la considerazione e riflessione generale: Il totale fallimento dell'Amministrazione Comunale e della Sanità Veterinaria in materia di randagismo, causato da continue inadempienze e ad oggi, purtroppo, anche avvolto dal non rispetto per la professione.

Credo proprio sia giunto il momento di porre fine "all'alzata delle spallucce" difronte ad un problema SERIO che DEVE essere trattato al pari di altre problematiche, e se le azioni forti o le "minacce" riescono a scuotere quel poco che è rimasto, beh, allora, avanti tutta!»

rag. Francesca Console – Presidente Associazione Anima Randagia OdV