Asp Catanzaro, Cisl Medici Calabria: «Trasparenza e norme contrattuali disattese. Depositato ricorso al giudice del lavoro»
Dura la presa di posizione espressa in un comunicato diramato dal dirigente della Federazione Nino Accorinti
«L’ASP di Catanzaro ha approvato con delibera n. 375 del 18 marzo 2026 l’Atto Aziendale, strumento fondamentale per regolamentare la gestione della struttura, individuando i Distretti, i Dipartimenti, e le Strutture operative dotate di autonomia gestionale o tecnico professionale», è quanto si legge in una nota diramata da Nino Accorinti della Federazione Cisl Medici Calabria.
«La Cisl Medici auspicava una trasparente informativa preventiva ed una convocazione di un tavolo di confronto con le OO.SS. per una discussione partecipativa sulla elaborazione dell’Atto già nella fase di predisposizione, come del resto previsto dall’art. 5 commi 1, 2, 3 e 4 del CCNL del CCNL 2019-2021 e dalle Linee guida degli atti aziendali della Regione Calabria. Ma così non è stato».
«L’ASP – si legge ancora – si è limitata ad una riduttiva convocazione sei mesi prima dell’adozione della delibera con la proiezione di alcune slide senza nessuna informativa preventiva sull’organigramma e sulla parte regolamentare. Nondimeno, nel merito, l’Atto presenta delle palesi violazioni del DCA 54/2023 sulle “Linee guida degli atti aziendali” della Regione Calabria, del DCA 78/2024 (Riorganizzazione della rete ospedaliera e dell'emergenza-urgenza), del DCA n. 197/2023 (Programmazione della Rete Territoriale in attuazione del D.M. 77/2022). Vieppiù, l’istituzione di un singolare “Dipartimento delle Funzioni Sanitarie Trasversali” colpisce per la sua disomogenea composizione – tra cui la SOC Assistenza Farmaceutica Territoriale, l’istituenda SOC Sanità Penitenziaria, la struttura dipartimentale
SSD Centro Screening che dovrebbe essere allocata nel Dipartimento di Prevenzione, la S.S.D. Medicina del Viaggiatore e delle Migrazioni (precedentemente allocata nel Dipartimento di Prevenzione), ecc. –
e soprattutto perché non sembra rispondere ad alcun criterio logico
ed a qualche funzionalità gestionale».
Ed ancora: «L’attribuzione, poi, con lo stesso atto di una graduazione al
livello retributivo massimo previsto dall’art. 14 comma 4 CCNL 2022/2024 di alcune Strutture Dipartimentali in assenza di confronto aziendale con le OO.SS. costituisce una indubbia azione dell’Azienda volta a limitare ed ostacolare le prerogative sindacali. La violazione del corretto esercizio delle relazioni sindacali viene confermata nello stesso art. 24 dell’Atto aziendale, laddove all’ultimo capoverso contraddittoriamente si dà atto che “per
tutte le altre si rimanda ad accordi decentrati”. La CISL MEDICI, pertanto, esprime totale dissenso da quanto riportato nel testo della delibera del 18 marzo dell’ASP laddove si afferma che l’atto aziendale “è stato condiviso” con le OO.SS. ed ha depositato, difesa dall’Avv. Alessandra Lazzaro, un ricorso per comportamento antisindacale al Giudice del Lavoro presso il Tribunale di Catanzaro a tutela dell’immagine e delle prerogative sindacali».
«Non si possono tollerare – si legge in conclusione – comportamenti e decisioni unilaterali che comprimano o aggirino le norme contrattuali e/o legislative nonché l’obiettivo comune di migliorare l’organizzazione aziendale nell’interesse, non solo dei dipendenti, ma, ancor più, di tutti i cittadini»