Bruzzese: «Siamo ancora pochi ma abbiamo le risorse economiche. Ora serve solo buona programmazione»
A margine di un incontro alla Cittadella di Catanzaro la presidente dell’Ordine fa il punto della situazione rivelando un trend positivo numerico e finanziario
Quarantottomila in Italia, circa 2.500 in Calabria: è il numero degli assistenti sociali iscritti all'ordine, preziosissimi quanto esigui rispetto ai bisogni di individui e famiglie in oggettiva difficoltà.
Ma la situazione sembra evolvere in meglio.
«In Calabria siamo circa un assistente sociale ogni 6.000 abitanti – dice in esclusiva al nostro Network LaC Sonia Bruzzese, presidente dell’Ordine regionale calabrese –è un dato ancora, insomma, inferiore a quello che è l'obiettivo nazionale che è uno ogni 5.000, tendente ad un ulteriore obiettivo di uno ogni 4.000, però un grande lavoro è stato fatto. Se lei pensa che comunque, insomma, la presenza di assistenti sociali strutturate all'interno degli enti, fino a qualche anno fa, era qualcosa di impensabile, sicuramente negli ultimi anni c'è stato un processo, una grande volontà politico-istituzionale. Sono stati fatti concorsi, sono state aperte mobilità e la presenza di assistenti sociali nei territori sicuramente si vede»
Le buone prassi spesso si scontrano con la dura realtà finanziaria.
«Stavolta non c’ è un problema di risorse! Sicuramente una buona notizia – continua – perché non c'è stato un periodo più florido per le politiche sociali e per il welfare in Italia come negli ultimi anni. Un ambito, per esempio, come quello nel quale lavoro io, 19 comuni, circa 60.000 abitanti, ogni anno gestisce 1.200.000 euro da destinare appunto alle categorie fragili. E' chiaro che la sfida è quella sulla programmazione. Non basta avere i soldi – conclude la presidente Bruzzese – bisogna saperli utilizzare, saperli spendere, ma anche poi insomma prenderci il tempo che serve per ragionare sull'impatto, che è le attività che facciamo, i servizi che noi chiamo ONU e su come quello che facciamo davvero migliora la qualità della vita dei nostri cittadini»