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14/01/2026 ore 09.52
Attualità

Catanzaro, il futuro del S. Anna Hospital al centro di un incontro con alcuni imprenditori calabresi: la nota dell'Usb

Per i rappresentanti dell’Unione Sindacale di Base Jiritano e Silipo «la fine di gennaio 2026 rappresenta l’ultima possibilità per il mantenimento del fitto della struttura da parte degli imprenditori: un impegno che verrebbe confermato solo qualora vi siano concreti passi in avanti da parte del Dipartimento Salute della Regione»

di Redazione

«Curarsi non può essere un privilegio: è un diritto costituzionale, anche per i calabresi», questo il messaggio lanciato dai rappresentanti dell’Usb Antonio Jiritano e Giancarlo Silipo in una nota diramata recentemente attraverso cui informano dei contenuti di un incontro nel corso del quale «gli imprenditori Citrigno e Noto hanno manifestato l’interesse a riconvertire la struttura del S. Anna Hospital di Catanzaro».

«La riunione – scrivono Jiritano e Silipo – è stata utile per fare il punto della situazione e tracciare le future prospettive. Qualcosa potrebbe ora cambiare, alla luce della disponibilità espressa dagli imprenditori a sanare entro la fine del mese il debito di 20 mila euro relativo al canone di fitto, quale ultima rata per una struttura che, ad oggi, resta chiusa e sottoposta a curatela, nonostante un investimento già sostenuto pari a 220 mila euro, senza la possibilità di avviare alcuna attività sanitaria».

E ancora: «La fine di gennaio 2026 rappresenta l’ultima possibilità per il mantenimento del fitto della struttura da parte degli imprenditori. Un impegno che verrebbe confermato solo qualora vi siano concreti passi in avanti da parte del Dipartimento Salute della Regione Calabria per rendere la struttura operativa e consentire l’erogazione di servizi sanitari ai cittadini. Il prossimo incontro, è fissato per martedì 20 c.m. presso la sede regionale, seppur con modalità verbali, potrebbe risultare risolutivo. Proprio per questa ragione, USB chiede pubblicamente al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, di garantire la propria presenza al tavolo di confronto».

Ciò che chiede l’Unione Sindacale di Base è «un investimento serio e strategico per restituire alla cittadinanza la possibilità di curarsi nella propria regione, riducendo i costi economici e i disagi derivanti dalla migrazione sanitaria». «A nostro avviso – si legge ancora nella nota – , investire in una struttura sanitaria qualificata si tradurrebbe anche in un beneficio concreto in termini di risparmio di risorse pubbliche, in una società che registra una crescita costante della popolazione anziana e, al contempo, l’emigrazione di tanti giovani laureati. Un ulteriore appello è rivolto ai rappresentanti della politica cittadina, che in passato si sono voltati dall’altra parte di fronte alla chiusura del S. Anna Hospital».

«È necessario ricordare – scrivono in conclusione – che ancora oggi migliaia e migliaia di cittadini rinunciano alle prestazioni sanitarie a causa della carenza di disponibilità ospedaliera, dei lunghi tempi di attesa e delle difficoltà di accesso ai servizi - spesso superabili solo attraverso percorsi alternativi riservati a chi può permetterselo. A tutto ciò si aggiunge una spesa per la migrazione sanitaria che supera i 300 milioni di euro, risorse che potrebbero e dovrebbero essere investite nella nostra regione».