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31/03/2026 ore 13.53
Attualità

Catanzaro, la frana di via Carlo V fa paura: il quartiere chiede interventi urgenti

A oltre un mese dal crollo del 25 febbraio, resta alta la preoccupazione nel quartiere Santa Maria di Mezzogiorno/Pianicello. Il Comitato di quartiere denuncia gravi condizioni di instabilità della rupe e sollecita un’azione immediata delle istituzioni per garantire sicurezza e prevenire nuovi cedimenti

di Bruno Mirante

C’è una paura che cresce, silenziosa ma insistente, tra le vie del quartiere Santa Maria di Mezzogiorno/Pianicello, nel cuore del centro storico di Catanzaro. Una paura che non nasce da suggestioni, ma da crepe reali nella roccia, da muri sospesi nel vuoto e da un fronte franoso che, a più di un mese dall’evento del 25 febbraio scorso, continua a incombere su via Carlo V come una minaccia concreta. A dare voce a questa preoccupazione diffusa è il Comitato di Quartiere, guidato dal presidente Gaetano De Vita, che ha formalmente richiesto un intervento urgente alle istituzioni competenti. Non una semplice segnalazione, ma una presa di posizione netta, articolata, supportata da una consulenza tecnica dettagliata redatta dal geologo Fortunato Saccà.

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I dettagli sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa che si è svolta nella sala concerti di Palazzo De Nobili. Il quadro che emerso è tutt’altro che rassicurante. La rupe che sovrasta la zona – circa trenta metri di dislivello tra il costone superiore e il piano stradale – si presenta oggi come un sistema fragile, segnato da fratture evidenti e da una progressiva degradazione della roccia arenacea. Le infiltrazioni d’acqua, le intercalazioni argillose e la natura porosa del materiale contribuiscono ad amplificare il rischio di nuovi distacchi.

E non si tratta soltanto di ipotesi tecniche. Secondo quanto riportato nella relazione, “lo stato di pericolo imminente è avvertito anche dalle persone che non sono esperte”. Un passaggio che racconta bene il clima che si respira nel quartiere: la percezione del rischio è ormai patrimonio comune.

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Particolarmente delicata è la condizione delle abitazioni situate a monte della frana. Se da un lato le reti provvisorie installate lungo la scarpata potrebbero attenuare piccoli distacchi verso valle, dall’altro non offrono alcuna garanzia per chi vive sopra il fronte instabile. E proprio da lì potrebbe partire un’eventuale estensione del fenomeno franoso.

A rendere ancora più complesso lo scenario è la presenza di una galleria sotterranea, di cui non si conoscono né l’estensione né lo stato di conservazione. Un elemento che, secondo i tecnici, richiede indagini approfondite e immediate.

Il Comitato parla chiaro: serve un intervento rapido, efficace e risolutivo. Non solo per mettere in sicurezza l’area, ma per evitare che quella che oggi è una situazione di rischio si trasformi in emergenza conclamata. In gioco non c’è soltanto la stabilità del versante, ma l’incolumità delle persone e la tutela di un contesto urbano e storico di grande valore.

La richiesta è rivolta a tutte le istituzioni coinvolte, ciascuna per le proprie competenze. E non è destinata a cadere nel vuoto: il Comitato ha già fatto sapere che manterrà alta l’attenzione fino alla completa risoluzione della vicenda. Eugenio Occhini, componente del comitato e già consigliere comunale, ha fatto sapere che il comitato ha avuto importanti interlocuzioni sia al Comune che in Prefettura, «in cui siamo stati attentamente ascoltati». «Da parte comunale – ha aggiunto Occhini – ci è stato assicurato che si sarebbe nominata una commissione tecnica per indagare sul rischio, non sappiamo al momento se si sia provveduto. Di certo sappiamo che l’entità economica dell’intervento è importante ed esorbita le possibilità comunali. Da qui l’istanza che abbiamo allargato a tutte le istituzioni sovraordinate al Comune perché riteniamo debbano unitariamente intervenire, ciascuna per la sua competenza e tutte insieme per salvaguardare l’incolumità dei cittadini di una parte importante di Catanzaro».

Intanto, tra le case affacciate sulla rupe e lungo via Carlo V, resta l’attesa. E con essa, la speranza che alle parole seguano finalmente i fatti.