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14/03/2026 ore 06.15
Attualità

Catanzaro, la proposta di Federconsumatori Calabria: «Una Carta dei servizi regionale unica per abbattere il caos digitale»

La presidente regionale dell’associazione Mimma Iannello lancia l’idea in occasione di una iniziativa svoltasi in Cittadella: «I cittadini non devono essere costretti ad andare da un sito all'altro con percorsi difficili, accessibili solo a chi è esperto di informatica»

di Francesco Graziano

Nel labirinto della burocrazia, tra portali che non si parlano e procedure lente, il cittadino finisce spesso per sentirsi un utente escluso. Per porre fine a questa frammentazione, Federconsumatori Calabria lancia una proposta ambiziosa: la creazione di una Carta dei Servizi Regionali supportata da una piattaforma unica di accesso. L’idea centrale non è solo quella di elencare le prestazioni offerte, ma di rendere il percorso dell'utente lineare e comprensibile. Troppo spesso, infatti, la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione si traduce in una "caccia al tesoro" tra link interrotti e siti secondari.

La proposta, presentata dalla presidente regionale di Federconsumatori Calabria Mimma Iannello in occasione di una iniziativa dedicata ai consumatori in Cittadella Regionale, punta a tre pilastri fondamentali: trasparenza totale, mettendo in chiaro tutti i servizi erogati dalla Regione in un unico documento digitale; piattaforma unica, al fine di superare la dispersione attuale dei siti web eliminando i "percorsi difficili" che penalizzano chi ha meno dimestichezza con la tecnologia; pagamenti e prenotazioni in un click, integrando le modalità di prenotazione e pagamento in un’unica interfaccia, senza costringere l'utente a saltare da un portale all'altro.


La critica di Federconsumatori è rivolta a un sistema che sembra progettato solo per i "nativi digitali". Come sottolineato dall'associazione, muoversi tra i servizi regionali richiede spesso competenze tecniche che non tutti possiedono. «I cittadini non devono essere costretti ad andare da un sito all'altro con percorsi difficili, accessibili solo a chi è esperto di informatica», ha sostenuto Iannello. Una piattaforma unica non sarebbe quindi solo una comodità tecnica, ma un atto di inclusione sociale, garantendo a tutti lo stesso diritto di accesso ai servizi pubblici, indipendentemente dal proprio livello di alfabetizzazione digitale.