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10/07/2026 ore 17.20
Attualità

Catanzaro si riprende la sua identità: due giorni di festa per San Vitaliano tra musica, territorio e l’esordio dei “Pitta Days”

VIDEO | La svolta: addio allo "Street Food" internazionale, spazio ai produttori locali. Grande attesa per i concerti di Eman e Nina Zilli

di Bruno Mirante

C’era un tempo, non troppo lontano, in cui la festa patronale di Catanzaro sembrava un rito stanco, un foglio sbiadito sul calendario civile e religioso, quasi abbandonato all’inerzia dei sentimenti. Quest’anno, invece, il 15 e 16 luglio si candidano a diventare lo spartiacque di un percorso di rigenerazione identitaria che rimette il centro storico al centro esatto della vita comunitaria. Due giorni in cui i vicoli, le piazze e l'antica trama urbana della città torneranno a battere all’unisono nel nome di San Vitaliano.

Un programma fitto, diffuso, viscerale, presentato a Palazzo De Nobili dal sindaco Nicola Fiorita insieme agli assessori Vincenzo Costantino, Giuliana Furrer e Donatella Monteverdi. Non un semplice cartellone di eventi calato dall'alto, ma il punto d'arrivo più maturo di una scommessa politica e culturale: fare sistema.

La svolta identitaria: addio allo "Street Food" internazionale, spazio ai produttori locali

Se le passate edizioni avevano cercato la via del grande pubblico affidandosi ai circuiti commerciali dell’International Street Food – esperienza definita utile e non rinnegata dall’esecutivo –, l’edizione 2026 segna una precisa evoluzione autarchica e identitaria. La scelta strategica è chiara: dare protagonismo assoluto ai ristoratori, agli artigiani e alle imprese del territorio capoluogo e della provincia. Il cuore pulsante della due giorni culinaria saranno i "Pitta Days", un focus interamente dedicato alla valorizzazione della Pitta Catanzarese De.Co., realizzato in sinergia con Assipan e sostenuto dalla Regione Calabria attraverso l'avviso “La Calabria che incanta”. Show cooking, laboratori, degustazioni guidate e percorsi enogastronomici diffusi trasformeranno il piatto principe della nostra tradizione in un vero e proprio ambasciatore turistico ed economico.

Il palcoscenico di Piazza Prefettura: da Nina Zilli a Eman

Non solo cibo, ma anche una proposta culturale e spettacolare di assoluto spessore che sposa la tradizione e l'apertura alla contemporaneità. Il 15 luglio i riflettori di Piazza Prefettura saranno tutti per la voce e l'energia di Nina Zilli. Il giorno successivo, il 16 luglio, la scena si farà ancora più intima e legata alle radici: si partirà con “CuoreCantastorie”, un viaggio suggestivo tra i canti e le danze delle minoranze grecaniche e arbëreshe, per poi culminare nell'atteso concerto del cantautore catanzarese Eman, prima del dj set finale.

Una città che fa rete: le iniziative nel dettaglio

La vera forza della manifestazione risiede però nella fitta rete di collaborazioni associative che animeranno ogni angolo del centro: Confartigianato (tramite Ancos): curerà l'area Food & Beverage, dedicando ampi spazi ai birrifici artigianali, all'hobbistica e ai prodotti tipici. Conpait e Pasticceri: proporranno l’iniziativa solidale “Agrumi in Festa” e la novità del Panettone Estivo. Carpe Diem: guiderà gli appassionati in un viaggio sensoriale con "Carpe Wine in the City", un itinerario con quindici cantine del territorio raccontate da sommelier professionisti. L'associazione Nuova Mente metterà in scena la suggestiva rievocazione storica dell'assedio di Catanzaro del 1528, mentre il Teatro Incanto accenderà i vicoli del suggestivo quartiere Pianicello con una caccia al tesoro multiculturale.

Il commento della politica

«Quando ci siamo insediati la festa quasi non esisteva più», ha rivendicato con orgoglio e un pizzico di commozione il sindaco Nicola Fiorita. “Abbiamo voluto che tornasse a essere la festa di tutti, perché Catanzaro ha un disperato bisogno di ritrovare momenti identitari forti. Riscoprire il patrono e vivere il centro significa accrescere la nostra consapevolezza di comunità”.

Un concetto ribadito dagli assessori Furrer (Attività Economiche), Costantino (Turismo) e Monteverdi (Cultura), concordi nel sottolineare come il metodo della cooperazione tra uffici e tessuto produttivo abbia finalmente partorito un modello di festa sostenibile, identitario ed economicamente virtuoso.