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03/03/2026 ore 15.35
Attualità

Da oggi don Mimmo Battaglia è cittadino onorario di Squillace

VIDEO «Siate cittadini di speranza» è il messaggio che ha lasciato alla comunità durante la cerimonia partecipata nella Basilica Santa Maria Assunta

di Rossella Galati

E' stato un momento carico di emozione e significato, tra gratitudine e riconoscenza. Da oggi il cardinale Domenico Battaglia , arcivescovo di Napoli, che per tutti continua ad essere semplicemente don Mimmo, è cittadino onorario del Comune di Squillace . Nella Basilica Santa Maria Assunta, la stessa che lo ha visto celebrare la sua prima messa da Vescovo, e ancora prima giovane seminarista, la solenne cerimonia alla quale hanno preso parte autorità, cittadini, studenti ma anche gli amici di sempre del presule. «Su queste strade ci sono pezzi di vita - ha ricordato don Mimmo - la città di Squillace, culla del seminario minore, è la città che mi ha visto crescere , che mi ha accolto da bambino e mi ha rimesso al mondo uomo, e la memoria non può che essere grata». Un legame indissolubile quindi tra il comune di Squillace e il "prete di strada" che accanto a lui, in questa giornata ricca di emozioni, ha voluto i suoi compagni seminaristi, seduti sui gradini della chiesa proprio come quando erano ragazzini.

L'abbraccio della comunità


«Don Mimmo ha iniziato proprio qui, nel nostro seminario, il suo cammino umano e spirituale - ha ribadito il sindaco Vincenzo Zofrea - e conferirgli la cittadinanza onoraria è il nostro modo per dirgli grazie. Grazie per quello che è, per quello che rappresenta e per il bene che continua a fare. Squillace oggi è felice e orgogliosa di poterlo chiamare il suo concittadino. Don Mimmo ha scelto chi spesso non viene scelto, ha dato dignità a chi aveva perso il coraggio persino di alzare lo sguardo e lo ha fatto con la mitezza che lo caratterizza. Non ha mai cercato i titoli ma ha cercato le persone. Oggi Squillace non gli consegna solo un riconoscimento ma gli consegna un abbraccio. Lei - ha detto ancora il primo cittadino rivolgendosi al cardinale - ci ha insegnato che non bisogna essere potenti per lasciare il segno, ma bisogna essere umani».

Il messaggio di don Mimmo


Pace e speranza sono le parole chiave che il prete degli ultimi sceglie per parlare alla comunità che lo ha accolto bambino, che servono a renderci più umani ha detto: "una pace che abbia il coraggio di essere concreto e di dire basta, di chiamare il male con il suo nome anche quando è travestito da necessità. E una speranza che crei alleanze tra fragili in un tempo come quello che stiamo vivendo tra conflitti che non cessano e macerie tra le strade. Chi spera davvero - ha aggiunto - ha il passo della comunità. Si impara servendo senza fare conti Avere speranza è sapersi mettere in ascolto senza esclusioni e amare: stare dalla parte della vita anche quando costa.