Il coraggio oltre il dolore: a Lamezia Terme le "Parole femmine" scuotono le coscienze
L'iniziativa inserita nel progetto “Chiediti se sono felice” celebra l’impegno civile delle donne nelle istituzioni e la forza di chi ha saputo trasformare il dramma personale in una risorsa per l'intera collettività
L’Auditorium dell’Istituto Comprensivo "Perri - Pitagora - Don Milani" di Lamezia Terme è diventato il palcoscenico di un profondo momento di riflessione collettiva con l’evento "Parole femmine". L’iniziativa si colloca all’interno del più ampio percorso progettuale "Chiediti se sono felice", nato dalla collaborazione tra l’attrice Annalisa Insardà, il presidente dell’associazione "Il Dono" Alfonso Toscano e la professoressa Annamaria Stanganelli, già garante della salute della regione Calabria. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di utilizzare la potenza del linguaggio e della testimonianza per sensibilizzare l’opinione pubblica su temi urgenti quali l'impegno civile e la capacità di rinascita dopo eventi traumatici.
La mattinata ha visto la partecipazione di numerose autorità di spicco, tra cui il sindaco di Lamezia Terme Mario Murone, il prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa e il questore Giuseppe Linares, a testimonianza dell'alto valore istituzionale della manifestazione. Al centro della giornata vi è stata la premiazione delle donne appartenenti alle Forze dell’ordine e alle Prefetture, simboli di dedizione quotidiana allo Stato. Accanto a loro sono state celebrate figure femminili straordinarie che hanno dimostrato come sia possibile convertire lutti e ferite profonde in progetti di valore sociale, offrendo un esempio di resilienza che va oltre la sfera privata per abbracciare quella pubblica.
Alfonso Toscano ha sottolineato come "Parole femmine" rappresenti una tappa fondamentale di un percorso che coinvolge circa diecimila studenti in tutta la Calabria. Il progetto non si limita alla celebrazione, ma scava nelle piaghe del disagio giovanile affrontando tematiche delicate come il bullismo, il cyberbullismo e la violenza di genere. Un focus particolare è stato dedicato al difficile cammino degli orfani di femminicidio, un tema spesso trascurato dal dibattito pubblico e qui trattato grazie al supporto di una vasta rete che conta oltre cinquanta enti tra fondazioni e associazioni, oltre alla sinergia con la Polizia di Stato e l'Asp di Catanzaro.
Il contributo artistico di Annalisa Insardà ha infine offerto una dimensione introspettiva all'evento. Attraverso la recitazione di alcuni brani tratti dal suo spettacolo, l'autrice ha esplorato la dualità tra fragilità e forza, descrivendo un viaggio che supera i confini linguistici per toccare l'anima. Secondo l'attrice, le parole declinate al femminile non sono solo una scelta grammaticale ma una necessità antropologica per raccontare il coraggio di chi cade senza mai toccare terra, trasformando la propria esperienza in un messaggio universale di speranza e resistenza.