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31/10/2026 ore 06.15
Attualità

Il digitale e l’arte teatrale: parte da Soverato la rivoluzione silenziosa che accende la Calabria

Dall'innovazione tecnologica alle tavole del palcoscenico: l'esperienza di Gianni Bruzzese con l'app "Mappix", la regia di Franco Procopio e l’artigianato sartoriale di Mariella Bruzzese dimostrano come visione, talento e cultura possano creare un ecosistema virtuoso in Calabria, offrendo un'alternativa concreta all'emigrazione dei giovani

di Giulia Oliverio

C’è un filo invisibile che unisce le righe di un codice digitale ai tessuti di un costume teatrale ed è quello di una nuova generazione di professionisti che sta riscrivendo le regole del gioco in Calabria: non si tratta di romantica resistenza, ma di pura progettualità. Lavorare nel tech non richiede un codice postale milanese o berlinese ma richiede visione, e le applicazioni digitali dimostrano che l’innovazione trasforma il localismo in un punto di forza identitario, offrendo alle nuove leve l’esempio tangibile che il domani necessita di creatività e la Magna-Graecia del 2026 è ancor di più terra di pensiero e sviluppo.

L’algoritmo del futuro abita anche in Calabria dove Gianni Bruzzese, sviluppatore di web-app innovative, ha scelto di piantare le sue radici tecnologiche a Soverato dopo aver esperito la sua professione in altri posti come Londra e Tbilisi. Chiunque varchi la soglia dello scalo aeroportuale di Lamezia Terme può interfacciarsi con l’innovativa web-app “Mappix” concepita dall’ingegno di Gianni Bruzzese: uno strumento che, in virtù della sua immediata accessibilità e dell'assenza di registrazione o di download, pone chiunque in simbiotico contatto con il territorio calabrese.

Nonostante i proclami e l’impegno profuso, la Regione Calabria appare tuttavia attardata nell’abbracciare tali paradigmi tecnologici d’avanguardia come confermato dallo stesso Gianni Bruzzese, il quale osserva come «l’adozione di mirate soluzioni digitali andrebbe a sanare antiche e critiche smagliature strutturali: dalla sanità, bisognosa di essere veloce nei processi di servizio ai cittadini come non va sottaciuto il comparto agricolo, ove le imprese locali, orfane di un reale sostegno istituzionale, troverebbero nell’infrastruttura digitale un volano decisivo per elevare il proprio prestigio, moltiplicando i fatturati e ripopolandone i comuni. La AI va inquadrata come Automazione Interattiva al servizio di noi persone e non come suo contrario».

Ma l’innovazione non parla solo i linguaggi informatici. Si muove anche sulle tavole di legno di un palcoscenico e tra le pieghe di tessuti pregiati con la magia della scuola Spazioscenico di Soverato, guidata dal regista Franco Procopio che con la sua recente produzione e sceneggiatura de “Le Troiane” è la prova di come il teatro classico possa vibrare di una sensibilità contemporanea e locale unita alla tecnologia; Spazioscenico non è solo una scuola, ma un vero e proprio hub che attira e forma giovani talenti, sottraendoli all’apatia.

Accanto alla regia di Franco Procopio, il successo visivo delle produzioni porta la firma di Mariella Bruzzese, sarta di teatro straordinaria che plasma la materia tessile dando vita a costumi sfavillanti che lasciano il pubblico a bocca aperta. Ogni cucitura è un pezzo di artigianato d’eccellenza che restituisce dignità alle maestranze locali e dimostra come le professioni creative legate alla tradizione abbiano ancora un mercato florido e affascinante.

La storia di Gianni Bruzzese, Franco Procopio e Mariella Bruzzese demolisce del tutto il cliché della Calabria come terra impossibile ed il loro lavoro lancia un messaggio chiaro ai ragazzi del territorio: il talento non ha bisogno di un biglietto di sola andata, innovazione tecnologica, regia d’avanguardia e artigianato d’eccellenza sono pilastri di un ecosistema che i giovani possono non solo abitare, ma reinventare da protagonisti. La vera sfida non è più andare a cercare la bellezza altrove, ma costruirla qui in Calabria.