Il Terzo Settore accusa Palazzo De Nobili: “Inspiegabile che continui ad ignorarci”
Il portavoce del Forum Catanzaro-Squillace (50 ETS aderenti) denuncia lo strano comportamento del Comune capoluogo e sollecita un incontro per le urgenti co-programmazioni a favore dei soggetti più deboli del territorio
Dal primo gennaio non si chiamano più Onlus ma ETS, enti del terzo settore, quelli che perseguono finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale senza scopo di lucro.
Il Forum Terzo Settore di Catanzaro-Soverato conta ormai 50 sigle e rappresenta una vera forza sul territorio, dove tuttavia viene ignorata proprio dal Comune del Capoluogo.
La denuncia
«Noi vogliamo solo impostare un rapporto di collaborazione appunto per co-programmare e co-progettare gli interventi di interesse generale – ha detto al nostro Network LaC Rosario Bressi, portavoce del Forum – Purtroppo nel corso di questi anni non c'è stata grande collaborazione, questi servizi vanno a favore di persone disagiate, delle fasce più deboli del territorio. Noi siamo appunto quelle cosiddette antenne che stanno sul territorio, abbiamo il polso della situazione e vogliamo assumerci la responsabilità di poter co-programmare insieme alla pubblica amministrazione».
Le ruggini
Alla base della querelle potrebbero esserci le polemiche scaturite dalla recente perdita di un fondo regionale.
«Il fondo ‘Dopo di noi’ è l’ultimo tassello, la punta dell’iceberg – aggiunge il manager catanzarese – perché ci sono stati anche altri episodi o comunque altri atti che non sono stati portati a termine. Così a memoria ricordo il bando ‘Io Partecipo’, dove il Comune per un documento è stato escluso da un finanziamento di 2.200.000 euro che erano dedicati alle periferie e quindi all'inclusione sociale».
L’apertura
Nel corso dell’ultima assemblea, che ha ratificato l’ingresso di 7 nuovi soggetti, è stata concordata l'ennesima richiesta di incontro con le politiche sociali di Palazzo De Nobili (l’assessore di riferimento è Nunzio Belcaro).
«Siamo di fronte a una situazione veramente emergenziale – conclude Bressi – quindi noi pretendiamo non per noi ma per le persone che usufruiscono dei nostri servizi, delle nostre attività, maggiore considerazione e maggiore rispetto».