La forza di Odiri: «Fatevi aiutare, io sto studiando per aiutare anche le altre»
La giovane mamma nigeriana ha chiesto assistenza al presidio Centro Aiuto di Catanzaro, nel quartiere Fortuna. Dove e come contattare l’equipe che fa capo alla Fondazione Città Solidale
Quando iniziamo a parlare indossa il cappuccio quasi come una forma di difesa e poi ci fissa negli occhi per capire se davvero ci si può fidare. Ma le operatrici del Centro di Aiuto Donna Fondazione Casa Solidale di Catanzaro gestita da Padre Piero Puglisi l’ avevano già rassicurata.
Precisi obiettivi
Odiri è una giovane donna nigeriana, in Italia da 8 anni e vittima di varie forme di violenza. Con 4 figli sulle spalle ed una storia tristissima che si trascina dietro avrebbe vari motivi per essere sfiancata dalla vita. Invece con una grande forza ha deciso di farsi ascoltare dalle nuove amiche, una serie di figure professionali che la seguono e la coccolano come nessuno ha mai fatto.
«Adesso sto facendo la scuola di terza media, vorrei il diploma, e poi fare il corso di Operatrice Sanitaria». La sua voce è ferma anche se debole, il suo italiano perfettamente comprensibile.
Qui del resto si lavora alacremente tutto l’anno e non solo in vista dell’8 marzo.
Come e dove
«L'obiettivo del Centro Aiuto Donna che fa capo alla Fondazione Casa Solidale di Padre Piero Puglisi – ci dice Vittoria Trapasso, avvocato e legale del presidio – è quello di offrire supporto a tutte le donne che necessitano e che trovano il coraggio di approdare qui per ripartire. Il nostro staff è completo: c'è una coordinatrice, l'avvocato, la psicologa, la mediatrice per donne straniere come Odiri, l'assistente sociale, l'educatrice. Siamo in località Fortuna, aperti da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13 con un numero verde ed anche un recapito whatsapp per chi eventualmente non potesse telefonar».
Soppravvissute, non vittime
Tra le collaboratrici presenti Ivana Tafuri, assistente sociale: «Non mi piace molto il termine vittima, mi piace più il termine sopravvissuta e la violenza e l'impressione è quella che comunque è un fenomeno in espansione e noi rispetto ai primi anni incontriamo delle donne che sono più consapevoli.
La spinta decisiva
Avere dei bambini contribuisce alle decisioni finali di queste donne. Sì – conferma Rosa Maria Limardi, volontaria del Centro – abbiamo notato molte volte che con la presenza di minori la donna è più cosciente e chiede aiuto.
In 17 anni di esperienza, il Centro ha iniziato la sua lodevole opera il 26 novembre 2009 – la convinzione è che la violenza non conosca differenze.
Ancora Odiri vuole aggiungere qualcosa: «Il consiglio a quante
soffrono forme di violenza è che loro non devono pensare a quello che hanno passato, loro devono vedere il futuro perché in ognuno di noi c'è la forza dentro e bisogna trovare la forza dentro. E continuare la vita».