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28/02/2026 ore 14.27
Attualità

L’attualità di Don Carlo De Cardona rivive a Isola Capo Rizzuto: tra dottrina sociale e nuove sfide digitali

Un incontro promosso dalla Fondazione Forum DSC ha celebrato l'eredità di una delle figure centrali del cattolicesimo calabrese. Attraverso gli interventi dei relatori, è stato sottolineato l'impegno a favore degli ultimi

di Redazione

Si è svolto con partecipazione e vivo apprezzamento l’incontro dedicato alla figura di Don Carlo De Cardona, sacerdote calabrese e protagonista di una delle stagioni più feconde della Dottrina Sociale Cattolica nel Mezzogiorno.

Presenti all’incontro il sindaco avv. Maria Grazia Vittimberga, il comandante della Polizia locale dott. Antonio Ventura, la vicepresidente della Fondazione Forum DSC Loredana Gentile, oltre a numerosi esponenti politici del territorio di Isola e del crotonese. Particolarmente elevato il livello culturale dei relatori, che hanno offerto prospettive complementari e approfondite.

Il dott. Guzzardi, con una comunicazione intensa e coinvolgente, ha restituito Don Carlo come simbolo di un cristianesimo incarnato nella storia: un sacerdote schierato accanto ai poveri, capace di tradurre la Dottrina Sociale in azione concreta. Un’opera nata non da progressismi ideologici, ma dalla forza di una fede capace di generare autentica trasformazione sociale. È stato inoltre affrontato il tema del cosiddetto classismo pedagogico e della straordinaria concretezza pastorale di questo sacerdote, che scelse di stare dalla parte degli ultimi con determinazione e coerenza.

Maria Greca Di Manna, responsabile regionale donne LèD, ha poi presentato un suggestivo episodio pilota: un podcast immaginario realizzato con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, in cui Don Carlo è stato “restituito” con una voce lievemente calabrese. Un esperimento culturale volto a dimostrare come le nuove tecnologie possano diventare strumenti al servizio della trasmissione di messaggi antichi e di valori permanenti. È emersa con forza l’importanza di offrire una nuova visione dell’uomo di fronte alle sfide dell’era digitale, affinché l’innovazione tecnologica resti ancorata a una solida antropologia.

Don Francesco Spadola ha sottolineato il compito della Chiesa di agire nella società, di non sottrarsi alla dimensione pubblica e politica, richiamando anche la necessità di superare talune forme di prudenza eccessiva che rischiano di confinare l’azione pastorale in una dimensione esclusivamente interna. Ha parlato dei “buoni maestri” e, accanto alla figura di Gesù, ha richiamato Socrate come esempio di maestro capace di educare attraverso il dialogo e la lotta contro l’ignoranza.

Centrale la domanda posta dalla moderatrice: chi sono oggi i nuovi fragili? Il riferimento è stato al crescente isolamento sociale e alla necessità, indicata dalla Dottrina Sociale, di valorizzare i corpi intermedi e la territorialità, così come insegnato dallo stesso Don Carlo.

Nel dibattito Maria Greca Di Manna ha inoltre richiamato il tema dell’isolamento come questione politica e sociale, con riferimento alle recenti esperienze europee, tra cui l’iniziativa promossa dal governo guidato da Pedro Sánchez in Spagna, a conferma che la politica richiede risposte strutturate e comunitarie, soprattutto attraverso la valorizzazione dei luoghi della relazione e il riconoscimento di appartenenze significative.

In conclusione, il dott. Guzzardi ha affidato alla narrazione simbolica di una favola sulla paura una riflessione finale: il vero rischio non è l’ostilità, ma la paura e l’indifferenza, che paralizzano — come nella metafora del leone e della rana — impedendo alla comunità di reagire e costruire bene comune.Complimenti dal Presidente della Fondazione Forum DSC Mons. Gianni Fusco e dal Segretario Nazionale di Libertà e’ Democrazia Partito di Area Cattolica Giancarlo Affatato.