Lido, sicurezza e disagio giovanile: una fragilità che viene da lontano: «Serve una strategia condivisa»
L’incontro promosso dalla parrocchia Sacro Cuore con il supporto del sindacato Fsp Polizia di Stato nel quartiere Lido di Catanzaro
“Mai come oggi i condizionamenti della modernità, con le sue accelerazioni e le sue contraddizioni, incidono in modo profondo sulla vita delle persone. In questo scenario complesso a pagare il prezzo più alto sono i giovani, privi - e troppo spesso privati - di punti di riferimento autentici, di ideali solidi e di luoghi capaci di accompagnarli nella crescita”.
“È un tema decisivo, del quale si parla troppo poco e che non può essere affrontato con slogan o semplificazioni. Richiede, al contrario, una cooperazione reale tra istituzioni, mondo educativo, forze dell’ordine, realtà associative, famiglie e sistema produttivo. Una responsabilità condivisa che chiama tutti a fare la propria parte. Per questo ho partecipato con grande attenzione e sincera gratitudine all’incontro promosso dalla parrocchia Sacro Cuore con il supporto del sindacato Fsp Polizia di Stato, dedicato ai temi della sicurezza, del disagio giovanile e della legalità nel quartiere Lido. Un confronto qualificato, al quale hanno preso parte Giuseppe Brugnano, Padre Rocco Predoti, l’Assessore regionale alla Sicurezza Antonio Montuoro, il Questore Linares e il professor Francesco Costa".
“È stato un momento serio, lontano dalle letture superficiali e dalle polemiche di circostanza. Un confronto che ha confermato una riflessione che personalmente porto avanti da tempo: il nostro quartiere Lido attraversa una fase complessa, nella quale la crescita economica e l’aumento delle presenze non sono stati accompagnati, negli anni, da un adeguato rafforzamento dei presìdi sociali, educativi, infrastrutturali e istituzionali”.
"Il tema della crescita del disagio giovanile, affrontato nel convegno con grande lucidità, non è un fenomeno improvviso ma il prodotto di fragilità sedimentate nel tempo: carenze e difficoltà educative, assenza di luoghi di riferimento, mancanza di progettualità strutturate. Al pari la tematica sicurezza non può essere ridotta a una questione esclusivamente repressiva e non è pensabile che il controllo del territorio ricada solo ed esclusivamente sulle forze dell’ordine. La sicurezza, di fatto, è certamente ordine pubblico, ma è prima ancora presenza delle famiglie e attenzione che proprio a queste le istituzioni devono; è qualità urbana, cura degli spazi, presenza dell’amministrazione comunale, servizi, regole chiare, capacità di costruire relazioni e opportunità”.
"Negli ultimi anni il quartiere Lido ha conosciuto una crescita significativa sul piano commerciale e residenziale. Una crescita alla quale, tuttavia, non si è affiancata una programmazione pubblica altrettanto strutturata. All’espansione degli insediamenti, residenziali e commerciali, non è corrisposto un rafforzamento proporzionato dei servizi, dei presìdi educativi e sociali, degli spazi pubblici attrezzati, delle politiche giovanili, della manutenzione e del controllo del territorio. Questo squilibrio ha prodotto e produce effetti ben visibili che vanno oltre i singoli episodi che segnano la cronaca del territorio e riguardano il presente ed il prossimo futuro del quartiere. Si tratta di un quadro complesso che richiede una lettura politica alta e responsabile e che, naturalmente, si intreccia con lo sviluppo economico del quartiere stesso che oggi vive una fase di rallentamento, o inversione, strutturale. Per tutte queste ragioni serve un approccio integrato che metta in rete, orientati in una visione comune, scuola, associazionismo, istituzioni, forze dell’ordine, famiglie e mondo produttivo”.
“L’auspicio è che un momento di discussione come questo non resti isolato, ma possa trasformarsi in un percorso più strutturato fatto di obiettivi misurabili e di una strategia politica seria, condivisa e lungimirante. La sfida, partita da un’iniziativa sindacale e dall’appello di Don Padre Pedroti, è oggi quella di trasformare una fase di criticità in un’occasione di crescita collettiva. È una responsabilità che riguarda tutti noi e che non possiamo permetterci di mancare”.
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