Metal detector a scuola? Interviene il presidente regionale dell'Associazione Nazionale Presidi, Domenico Servello
VIDEO Per il dirigente dell'Istituto Don Bosco di Soverato è venuto meno il ruolo della famiglia, secondo gli studenti servono supporto psicologico
Risale a fine gennaio ormai la circolare firmata dai ministeri dell'Interno e dell'Istruzione, Piantedosi e Valditara , che ha introdotto la possibilità di usare metal detector nelle scuole a rischio , una misura che mira a contrastare il possesso di coltelli tra i giovani, dopo la morte dello studente della Spezia aggredito in classe da un compagno. Un provvedimento che continua a far discutere e sul quale anche l' Associazione Nazionale Dirigenti pubblici e alte professionalità della scula , presieduta a livello regionale dal dirigente scolastico dell'istituto salesiano di Soverato, Domenico Agazio Servello , ha espresso la sua posizione: «Noi come Anp condividiamo sia il protocollo che la circolare del Ministero di Piantedosi e di Valditara perché lo riteniamo un provvedimento prudente, equilibrato e mirato a proteggere la scuola che così può esercitare il suo ruolo educativo - evidenzia Servello -. E' chiaro che è inevitabile che la scuola risenta delle fragilità e delle tensioni che la società sta vivendo. Il metal detector è l'estrema ratio - sottolinea - deve essere richiesto in contesti complicati difficili, che purtroppo lungo tutto lo stivale ci sono. Ma il metal detector o altri palliativi dello stesso tipo non risolvono il problema. E' venuto meno il ruolo della famiglia, questo è il nodo».
La posizione degli studenti
Per gli studenti intanto i metal detector promettono sicurezza rischiando però di peggiorare il problema: «Personalmente credo che il problema così non si risolve ma semplicemente si allontani - commenta Emiliano Aiello , studente all'ultimo anno del liceo classico "Don Bosco" di Soverato - perché dopo aver trascorso 6 o sette ore a scuola, fuori può succedere qualunque cosa e non serve necessariamente un'arma, anche con una matita si può fare del male a qualcuno . Cedo allora problema si può risolvere con l'educazione senza instaurare un regime di terrore ma semplicemente portando le persone a capire quale sia il problema e portarlo a rispettare di più l'altro». «Per me l'uso di metal detector potrebbe far sentire più sicuri i ragazzi perché entrare a scuola e rischiare la vita è ormai qualcosa che ha superato il limite - aggiunge Martina Codispoti , anche lei studentessa del quinto anno del liceo classico "Don Bosco"- Quindi è fondamentale aiutare quei ragazzi che hanno deciso di portare un coltello all'interno della classe. Solitamente si utilizza la scusa di doversi difendere ma mi domando "difendersi esattamente da cosa?" perché la scuola dovrebbe essere il luogo più sicuro in assoluto, a volte anche più della famiglia quindi è importante sicuramente fornire anche un aiuto psicologico a questi ragazzi».