Note di pace e giochi di una volta: a Caraffa la scuola celebra i diritti dei bambini con l'Unicef
Ben 106 "Pigotte arbereshe" sono state adottate: un vero e proprio record di generosità che si traduce in aiuti concreti per i bambini meno fortunati. Opere d'arte uniche realizzate dalle mani sapienti e appassionate del laboratorio "Gjerpare dhe penje"
Un'esplosione di voci, colori e tradizioni ha unito l’intero plesso scolastico di Caraffa di Catanzaro, appartenente all'Istituto Comprensivo di Borgia, in un pomeriggio interamente dedicato ai diritti dell'infanzia e promosso in collaborazione con l'UNICEF. Al centro dell'evento un messaggio chiaro e potente: il gioco è un diritto fondamentale, lo strumento più alto per crescere liberi e in pace.
La manifestazione, guidata con grande sensibilità dalla moderatrice, la maestra Assunta Scerbo, ha preso il via nel primo pomeriggio con un momento di straordinario impatto emotivo. Prima ancora delle parole, è stata la musica a parlare: tutti gli alunni del plesso si sono uniti in un unico grande coro per intonare l'Inno di Mameli, seguito immediatamente dall'inno della manifestazione ideato e scritto appositamente per l'occasione dalla stessa Assunta Scerbo. Sentire le voci dei bambini, dai più piccoli dell'infanzia ai più grandi, cantare insieme per la solidarietà sulle note nate nel cuore della loro scuola ha subito catturato l'attenzione del folto pubblico e della prestigiosa delegazione istituzionale presente in prima fila.
Subito dopo sono seguiti gli interventi delle autorità. A fare gli onori di casa sono stati la Dirigente Scolastica dell'I.C. Borgia, Maria Luisa Lagani, e il Sindaco di Caraffa di Catanzaro, Antonio Sciumbata, seguiti dal prezioso contributo della Consigliera del Prefetto di Catanzaro, intervenuta a nome della Prefettura, e della Presidente Provinciale UNICEF, Maria Stella Franco. Un momento di forte valore simbolico ha sigillato questa fase, con il dono speciale alla Consigliera del Prefetto della Pigotta Arbëreshë in abiti tradizionali e la consegna alle autorità, da parte di due alunni, di una chiave dorata, simbolo di accoglienza e diritti.
Ma il vero miracolo della solidarietà si è compiuto grazie al cuore della comunità di Caraffa: un successo straordinario ha travolto il coloratissimo banco delle Pigotte allestito per l'occasione. Ben 106 bambole di pezza sono state vendute, un vero e proprio record di generosità che si traduce in aiuti concreti per i bambini meno fortunati. Queste opere d'arte uniche sono nate dalle mani sapienti e appassionate del laboratorio "Gjerpare dhe penje", che ha saputo tessere con amore ago, filo e solidarietà.
Il cuore pulsante del pomeriggio è stato poi il palcoscenico dei bambini. Classe dopo classe, gli alunni hanno portato in scena la bellezza dei giochi di una volta e la forza della condivisione. I piccoli dell'infanzia hanno aperto le danze con la marcetta "Gioca Giuè", seguiti dalla prima elementare con i dialoghi animati de "La Bella Lavanderina" e dalla seconda con il ritmo di "Uno, due, tre, stella!". La terza classe ha fatto fare un tuffo nel passato a genitori e autorità con il "Gioco del fornaio", la campana e il salto alla corda, mentre la quarta ha dimostrato come bastino un filo, cinque sassi o una palla per divertirsi per ore. Ha chiuso il cerchio la quinta elementare, capace di trasformare le regole in vita vissuta attraverso un "Monopoli sportivo" incentrato sui valori collettivi.
La perfetta riuscita di questo complesso e ricchissimo evento è stata possibile solo grazie all'instancabile e sinergico lavoro di squadra che ha coinvolto tutti i docenti del plesso, i quali hanno guidato i bambini con passione e dedizione nelle prove, e tutti i collaboratori scolastici, fondamentali nella gestione della logistica, dell'allestimento e della sicurezza durante l'intera manifestazione.
A conclusione di questa splendida festa pomeridiana, l'omaggio più bello alle radici storiche della comunità: le ragazze del plesso hanno riempito la scena esibendosi nei fieri balli Arbëreshë, danzando sui costumi tradizionali e sulle note del celebre canto "Gjuha na bashkon" (La lingua ci unisce), opera creata dalla maestra Teresa Gualtieri. Un finale travolgente e dal profondo significato culturale che ha scatenato gli applausi scroscianti di tutta la platea, prima delle foto di rito sotto la luce del tramonto. A Caraffa la scuola ha dimostrato che, unendo le forze, le tradizioni e il grande cuore del laboratorio "Gjerpare dhe penje", si può davvero costruire un futuro a misura di bambino.