Oltre i limiti del corpo: il viaggio di Mino tra ostacoli, amore e conoscenza
Dalla diagnosi di tetraparesi spastica alla ricerca della consapevolezza: per il giovane di Isca sullo Ionio, non si può parlare di disabilità senza conoscerla davvero. Ecco il suo appello
«Voglio raccontare a tutti un po’ della mia vita, un cammino cominciato in salita fin dal primo istante. Sono nato con una diagnosi complessa: tetraparesi spastica. Già appena nato, la sofferenza ha bussato alla mia porta, costringendomi a intraprendere un percorso lungo, articolato e spesso doloroso, fatto di continui viaggi della speranza e di numerosi interventi chirurgici nel corso degli anni. Eppure, in questo viaggio lungo e tortuoso, non sono mai stato solo. Accanto a me ho sempre avuto due pilastri incrollabili: i miei genitori. Con straordinaria dedizione, affetto profondo e un amore incondizionato, mi hanno accompagnato passo dopo passo, sostenendomi in ogni ricovero, in ogni sala d'attesa e in ogni riabilitazione, trasformando le difficoltà in momenti di unione». A scrivere queste parole è Mino Mammolenti, giovane di Isca sullo Ionio affetto da tetraparesi spastica ma con una grande voglia di vivere. Da sempre infatti ha partecipato alla vita associativa e culturale del suo territorio. Nel Soveratese, dove vive, ha infatti preso parte a diverse iniziative, si è cimentato nella recitazione grazie all'associazione Ali d'Aquila, ha sempre regalato sorrisi e lanciato messaggi di inclusione nonostante la disabilità. E oggi, attraverso una lettera aperta, torna a ribadire con forza l'importanza di guardare oltre, di superare non solo le barriere architettoniche ma soprattutto quelle mentali, per consentire a tutti di vivere una vita "normale".
Affetto da tetraparesi spastica, l’appello di Mino alle istituzioni - VIDEOEsperienze e vita vissuta
«Nonostante le barriere fisiche e le sfide quotidiane imposte dalla disabilità - dice -, la mia vita non si è fermata alla condizione medica. Ho vissuto bellissime esperienze, ho viaggiato, ho incontrato persone straordinarie e ho costruito ricordi preziosi. La disabilità fa parte di me, ma non ha mai definito l'intero perimetro delle mie possibilità. Non si può parlare di disabilità se non si conosce davvero l'argomento. La vera barriera non è solo il deficit fisico, ma l'ignoranza e la mancanza di conoscenza di chi giudica dall'esterno».
Lo studio come chiave di comprensione
«Con il passare degli anni - racconta Mino -, dentro di me è nato un forte desiderio di risposte. Ho sentito l'esigenza profonda di studiare da vicino il mondo della disabilità, affrontandolo non solo come un vissuto personale, ma anche con un approccio analitico e culturale. Volevo e voglio capire: dove arrivano davvero i nostri reali deficit fisici e dove, invece, iniziano i limiti imposti dall'esterno?
Superare le barriere dell'ignoranza
Molto spesso, le limitazioni più gravose che una persona con disabilità si trova ad affrontare non derivano dalla propria condizione biologica, ma dall'ambiente sociale. Derivano dall'incompetenza intesa nel suo senso letterale: la mancanza di conoscenza e di familiarità con il tema. È fondamentale ribadirlo con forza: non si può parlare o giudicare se non si conosce a fondo l'argomento».
Un appello alla consapevolezza
«Raccontare la mia storia non serve a cercare compassione, ma a costruire un ponte di consapevolezza - conclude -. Comprendere la disabilità significa superare i pregiudizi, abbattere le barriere culturali prima ancora di quelle architettoniche e promuovere una reale cultura dell'inclusione basata sul rispetto, sullo studio e sulla conoscenza diretta dei fatti».