Oltre la diagnosi: in mostra a Catanzaro la “stra-ordinaria normalità” dei piccoli pazienti della Dulbecco
L’iniziativa non è soltanto una esposizione d’arte, ma rappresenta il culmine di un percorso che ha coinvolto adolescenti e bambini in cura nel reparto di Ematoncologia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria del capoluogo
Esiste uno spazio, spesso invisibile agli occhi di chi osserva la malattia dall'esterno, in cui la quotidianità non si arrende alla diagnosi ma si trasforma in una forma di resistenza creativa. È questo lo spirito profondo che anima "Storie di stra-ordinaria normalità", l’esposizione inaugurata nel Palazzo delle Esposizioni "Ex STAC" di Catanzaro, che resterà aperta al pubblico fino al prossimo 31 gennaio. L’iniziativa non è soltanto una mostra d’arte, ma rappresenta il culmine di un percorso che ha coinvolto i piccoli pazienti e le famiglie del reparto di Ematoncologia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Renato Dulbecco” del capoluogo, sotto la guida attenta della dottoressa Maria Concetta Galati.
Il progetto nasce all'interno di "Libera-mente": una sinergia resa possibile grazie alla visione del Commissario straordinario della “Dulbecco” Simona Carbone e alla collaborazione costante con l’associazione ACSA & STE presieduto dal dottor Giuseppe Raiola. Al centro di questo cammino si stagliano due figure professionali che hanno saputo tradurre il dolore in narrazione: la psicologa e psicoterapeuta Ilenia Sabato, che ha gestito le dinamiche emotive e relazionali del gruppo, e la filologa Noemi Doria, il cui lavoro si è concentrato sulla potenza semantica delle parole e sulla costruzione di un racconto coerente di sé.
Camminando tra le sale della mostra, si percepisce chiaramente come il tema centrale sia la rivendicazione di una "normalità" che, sebbene attraversata dalla tempesta della terapia, non smette di cercare bellezza e colore. Non si tratta di una celebrazione della sofferenza, quanto piuttosto della testimonianza di come i luoghi di cura possano evolversi in spazi di vita attiva. Questo concetto trova espressione nelle diverse tecniche utilizzate dai protagonisti. Mentre i bambini più piccoli hanno trovato nella pittura su tela il canale privilegiato per esprimere il proprio mondo interiore, gli adolescenti hanno preferito confrontarsi con il linguaggio moderno e immediato della fotografia.
Ad emergere è anche il carattere interattivo dell’evento. L’uso della tecnologia ha permesso ai giovani autori di parlare direttamente al visitatore: attraverso dei codici QR inseriti nelle didascalie è infatti possibile accedere alle narrazioni originali realizzate dai ragazzi, un ponte digitale che annulla le distanze tra chi guarda e chi ha creato.
Uno dei passaggi più intensi e concettuali dell'esposizione è rappresentato dai “cubi” che racchiudono referti clinici reali, come vetrini, esami PET e risonanze magnetiche messi a disposizione dai medici del reparto. Questi oggetti, solitamente fonte di ansia e preoccupazione, vengono qui accostati ai disegni dei bambini. Non si tratta di semplici riproduzioni grafiche degli esami medici, ma di visioni soggettive in cui i piccoli pazienti hanno proiettato il modo in cui immaginano il proprio stato di salute e la lotta interna al proprio corpo.
L’evento ha saputo catalizzare attorno a sé l’intera comunità catanzarese, vedendo la partecipazione di artisti locali che hanno arricchito il percorso con le loro opere e il supporto logistico dei ristoratori della città, a dimostrazione di una solidarietà che supera i confini ospedalieri. "Storie di stra-ordinaria normalità" si conferma così come un cammino emotivo necessario, un invito a guardare oltre la fragilità per riscoprire la forza di una narrazione che non si interrompe mai, nemmeno davanti alla sfida più difficile.