Porto di Catanzaro: parlano pescatori, diportisti, noleggiatori ed associazioni
Poco movimento, nonostante la piena estate, nella infrastruttura nautica del quartiere marinaro preclusa a molte imbarcazioni a causa di diverse motivazioni
«Oggi abbiamo pescato solo questi tre tonnetti, legali perché sono a misura, e ora ci andiamo a preparare un sughetto”.
Non c’è molto movimento al Porto di Catanzaro, malgrado il calendario ed il clima segnino ancora la piena stagione estiva.
LaCnews24 prova a fare un sopralluogo alla struttura per documentarne attività, lacune, servizi.
«Si potrebbe migliorare su molti aspetti – afferma Francesco Barbieri, appena rientrato da una battuta di pesca a bordo del suo scafo – per esempio vorremmo più spazio ognuno di noi per avere un'imbarcazione proprio appunto per andare a divertirsi e poi qualche servizio in generale».
«Si, perchè l'unico servizio che abbiamo è il pontile – afferma con una vis ironica
un altro diportista, Tonino Gariano – la vera pecca del porto...è il porto perché avremmo bisogno dei servizi essenziali, da quelli igienici a un punto ristoro, un'ombreggiatura, una copertura, un gazebo. Ho amici di Modena con la barca che passano davanti a noi ma poi portano economie a Le Castella o più giù a Roccella».
«Ho 40 anni e di questa cosa ne sento parlare già da 20 anni – afferma Mirko
Scarfone, un noleggiatore nautico – e diciamo che non abbiamo mai visto iniziare questi lavori definitivi. Per la mia attività manca un po’ di tutto.Abbiamo turisti sia locali che forestieri che possono affittare anche barche senza patente nautica, e con 100 euro si fanno mezza giornata».
Il problema ora sta nella profondità dell’imbocco.
«Qui perdiamo parecchi utenti – spiega Rino Miriello, vicepresidente
dell’associazione Amici del Porto di Catanzaro – Le barche a motore fino a 10-12 metri non hanno problemi, ma quando all'imboccatura si presentano barche a vela di grande dimensione non si può entrare in quanto la deriva può arrivare anche fino a 3 metri. In ogni caso dovrebbero avere l'approvazione da parte della Capitaneria perché la profondità varia in base al moto ondoso».
Insomma i soliti handicap che si trascinano da decenni, a prescindere dalle beghe giudiziarie che nel frattempo si stanno susseguendo. Il tutto mentre i rendering progettuali e gli annunci fanno intravedere una prossima magnifica zona portuale di Catanzaro, tuttavia sempre e ancora allo stato teorico.