«Posticipare di 6 giorni l’inizio delle lezioni per evitare l’afa scongiura disagi fisici senza ripercussioni sul calendario didattico»
Secondo l’ex assessore comunale Russo il caldo estremo nelle scuole, che non sono attrezzate per la climatizzazione, potrebbe causare disidratazioni e cali di pressione
Emergenza caldo e scuola: la proposta dell’ex assessore Danilo Russo per far slittare la campanella in Calabria
A poche settimane dalla riapertura degli istituti scolastici, il dibattito sulle ripercussioni delle ondate di calore eccezionali sulla salute degli studenti e del personale docente torna al centro dell'agenda politica e sociale. In linea con le recenti note stampa presentate dalle sigle sindacali — che esprimono forte preoccupazione per la tenuta del sistema di fronte alle temperature afose — interviene l’ex assessore del Comune di Catanzaro, Danilo Russo.
La premessa da cui muove l'intervento riguarda la salute dei ragazzi in età scolastica e la totale assenza di adeguate infrastrutture per il condizionamento dell'aria nelle aule, elementi che rischiano di trasformare le classi in contesti di forte disagio fisico con rischi di disidratazione e cali di pressione.
Non si tratta di una "vacanza prolungata", ma di una misura precauzionale di buon senso per tutelare il benessere psicofisico della comunità scolastica prima che le attività riprendano a pieno ritmo.
L'ex esponente della giunta catanzarese chiede formalmente alle autorità competenti di valutare un posticipo dell'inizio delle lezioni in presenza di 6 giorni.
La richiesta poggia su una precisa e inoppugnabile sostenibilità tecnica: per l'anno scolastico in corso, infatti, il calendario della Regione Calabria prevede 206 giorni di lezione, a fronte dei 200 giorni minimi richiesti dalla normativa nazionale per la validità dell'anno.
Questo margine operativo di 6 giorni consentirebbe di posticipare l'avvio della didattica senza intaccare in alcun modo il percorso formativo prescritto per legge.
Sul piano squisitamente politico, l'appello di Danilo Russo rappresenta un richiamo al senso di responsabilità e alla capacità di programmazione delle istituzioni. La politica regionale e locale non può continuare a trattare il surriscaldamento climatico come una perenne ed improvvisa "emergenza straordinaria". In attesa di interventi strutturali sull'edilizia scolastica, la governance del territorio ha il dovere di dimostrare concretezza e flessibilità, accogliendo l'allarme dei sindacati ed evitando un avvio d'anno all'insegna di prevedibili disagi per le famiglie e gli studenti.