Premi Oscar Green Coldiretti, sul podio anche azienda catanzarese di Decollatura
Sul proscenio della competizione svolta nella Capitale premiata la Società Cooperativa Agricola Pianogrande di Pietro Aiello
Sono stati consegnati al Centro Congressi di Palazzo Rospigliosi, a Roma, i premi Oscar Green di Coldiretti, dedicati ai giovani
agricoltori che con idee creative e innovative stanno trasformando il modo di produrre, consumare e offrire servizi in agricoltura nel segno della sostenibilità. All’evento hanno partecipato il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, il segretario generale Vincenzo Gesmundo e il delegato nazionale di Coldiretti Giovani Enrico Parisi. Presenti, tra gli altri, anche il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, e il vicedirettore della Fao Maurizio Martina.
Innovazione e linea verde
Cresce l’innovazione nei campi italiani spinta dall’ingegno delle 49mila imprese agricole under 35 attive, capaci di garantire prodotti di alta qualità che contribuiscono in maniera significativa ai primati del Made in Italy a tavola. È quanto emerge da un’analisi Coldiretti diffusa in occasione della finale a Roma dell’Oscar Green, che celebra quest’anno il suo ventennale.
Un appuntamento importante per evidenziare la capacità di resilienza e innovazione dei giovani agricoltori italiani che le venti edizioni del premio Oscar Green hanno contribuito in maniera decisiva a portare sotto i riflettori, con quindicimila esperienze imprenditoriali raccontate dal 2006 ad oggi.
I meriti di Aiello
Calabria sul podio nazionale con la cooperativa Pianogrande di Pietro Aiello, di Decollatura (Catanzaro), finalista nella categoria Campagna Amica - Custode di biodiversità: nella Presila catanzarese, le verdure tardive di montagna, insieme all’acqua di sorgente, rappresentano una proposta innovativa per il settore.
La cooperativa Pianogrande di Pietro Aiello - già premiata a ottobre 2025 con il premio regionale Oscar Green di Coldiretti Calabria - sì è distinta in campo nazionale per la capacità di valorizzare i prodotti locali attraverso la rete Fdai – Firmato dagli agricoltori italiani di Filiera Agricola Italiana – Coldiretti e Campagna Amica, creando una rete di produttori e un modello di cooperazione territoriale di successo, capace di portare sui mercati di tutta Italia un prodotto di alta gamma. Presente alla premiazione a Roma insieme con una delegazione di Coldiretti Giovani Impresa Calabria.
I giovani agricoltori italiani valgono il doppio della media Ue, con la produttività degli under 35 che raggiunge i 4800 euro a ettaro, contro i 2500 dei colleghi europei, secondo il centro studi Divulga. Ma le giovani imprese vincono anche per la capacità di affrontare gli shock energetici e le speculazioni legate ai conflitti, dall’Ucraina all’Iran. Oltre un’impresa su tre (35%) ha investito in innovazioni per tagliare consumi di fertilizzanti, acqua ed energia, bilanciando sostenibilità, riduzione costi e indipendenza da forniture esterne, secondo il primo Censimento sulla maturità digitale delle aziende agricole del Polo innovazione Agricoltura Digitale di Coldiretti Next.
Calabria fra prime regioni Under 35
Con 2.671 aziende agricole guidate da giovani, la Calabria si colloca tra le prime dieci regioni italiane per imprenditoria agricola under 35, in un quadro che vede il Mezzogiorno protagonista del ricambio generazionale nel settore agricolo.Un numero – commenta Coldiretti – destinati a crescere con i nuovi bandi di insediamento dei giovani.
Gli agricoltori under 35 si posizionano al terzo posto per numerosità, dietro solo al commercio al dettaglio (73 mila imprese) e costruzioni (60 mila), ma davanti a ristorazione (40 mila), imprese di servizi alla persona (33 mila), commercio all’ingrosso (29 mila) e settore manifatturiero nel suo complesso (23 mila), secondo il Centro Studi Divulga.
Intanto l'occupazione under 35 nei campi invia segnali incoraggianti: il settore agricolo è l’unico che nel 2025 ha visto una crescita dei giovani lavoratori: +6% rispetto al 2024, ma se si considerano i soli contratti a tempo indeterminato, l’aumento è del 19%. Di contro, l’industria perde il 5% degli under 35 occupati, le costruzioni l’1%, commercio, alberghi e ristoranti il 2% e lo stesso gli altri servizi.