Sezioni
25/08/2026 ore 06.15
Attualità

Spop-Art Fest, Badolato torna a raccontare lo spopolamento attraverso l’arte


Dal 26 al 28 agosto tre appuntamenti tra teatro, musica, yoga e tradizioni per riflettere sul futuro delle aree interne

di Francesco Mazzoleni

Arte e territorio si incontrano a Badolato per raccontare, attraverso linguaggi diversi, il tema dello spopolamento delle aree interne. È questo il filo conduttore dello Spop-Art Fest, manifestazione che torna nel borgo calabrese con tre appuntamenti tra teatro, musica, yoga e tradizioni, dal 26 al 28 agosto.


Il concetto di “Spop-Art” (fusione tra spopolamento e arte) ha visto la luce nel 2014 con Domenico Lanciano, figura simbolo di Badolato, che portò il comune al centro dell’attenzione definendolo, in modo provocatorio, “un paese in vendita”, con l’obiettivo di spingere gli artisti a utilizzare la propria creatività per denunciare l’abbandono delle aree interne. Da quella provocazione è nata una riflessione più ampia sul rapporto tra arte, territorio e spopolamento. Ed è proprio in questo contesto che si inserisce lo Spop-Art Fest, che torna con una nuova edizione, in una tre giorni dall’alto valore artistico e culturale.


Si parte il 26 agosto alle 18:30, presso lo spazio esterno della Chiesa dell’Immacolata a Badolato Borgo, con lo spettacolo “Magarìa - Elegia di un mondo perduto” di Eliana Iorfida e Francesco Gallelli, con la partecipazione di Gianluca Chiera per le musiche e Antonio Pittelli per gli elementi di scena. Il 27 agosto alle 21:30, nella stessa location, sarà il momento di “The Ionian Duo”, progetto musicale del calabrese Francesco Denaro e del salentino Samuel Mele. I due si esibiranno in un incontro tra la lira calabrese e l’oud salentino, creando un ponte musicale tra le due regioni.

A chiudere la manifestazione, il 28 agosto alle ore 6:00, sarà “Il respiro dell’alba”, evento di yoga, meditazione e suoni antichi, diretto da Jessica D’Amato e Francesco Denaro. Tre appuntamenti diversi, ma un unico filo conduttore: riportare attenzione sui territori e sulle comunità che rischiano di essere svuotati dal fenomeno dello spopolamento. A Badolato, ancora una volta, l’arte diventa così uno strumento per raccontare ciò che si perde, ma anche per immaginare nuove possibilità per i piccoli borghi.