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09/01/2026 ore 13.11
Attualità

Testimonianze dirette e crude per parlare ai ragazzi di meschinità e violenze che corrono sui social e nelle chat

L’iniziativa dell’associazione Il dono ha cominciato a Catanzaro il percorso regionale del progetto “Chiediti se sono felice”

di Nico De Luca

Da vittime a protagonisti: è iniziata da Catanzaro la campagna scolastica “Chiediti se sono felice”, contro ogni forma di bullismo e violenza di genere. Il progetto, che annovera fondamentali sponde istituzionali e offre diverse testimonianze dirette, mira a creare coscienze inclusive e rispettose.

[Missing Credit]Toscano

«Siamo in giro in sette istituti scolastici, quasi diecimila studenti – ha detto Alfonso Toscano, che dirige l’associazione di trapiantati “Il dono” - L'anno scorso abbiamo avuto delle risposte ottime, perché molti ragazzi hanno presentato la tesina di diploma sul progetto. Quest'anno ci aspettiamo di più, perché in questo progetto abbiamo coinvolto 54 associazioni, fondazioni, enti e le più grosse aziende ospedaliere universitarie italiane».

[Missing Credit]Lauricella

«Dalla mia community ricevo molto affetto e molto sostegno – ha detto Nadia Lauricella, disabile, influencer e vittima di cyber – ma ovviamente c'è anche la parte oscura, che è quella del cyberbullismo e devo dire che negli ultimi anni si sta diffondendo molto di più. Cerco sempre di trarre la parte positiva e di prendere quel tipo di energia e di andare avanti». 

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«La domanda che mi pongono più spesso è come ho superato il lutto di mia madre –  ha detto la sociologa Maria Elisabeth Rosanò, testimone di femminicidio – visto che l'ho vista morire dinanzi a me quando avevo appena sei anni. Io rispondo sempre che ho avuto una forza interiore che nemmeno io potevo immaginare, però dal mio dolore ne ho tratto profitto e la mia tesi di laurea è stata dedicata a mia mamma».

[Missing Credit]Ricca

Allora per me è il diversamente abile è chi sa fare le cose in maniera diversa –ci ha detto Maila Ricca, sociologa, disabile e vittima di bullismo – noi però siamo unici e irripetibili, la vita ci insegna molto, ci mette pure alla prova, però comunque siamo una forza, bisogna costruire un futuro e devi sognare». 

«È fondamentale parlarne a scuola con il linguaggio dei ragazzi – ha chiosato il

[Missing Credit]De Rosa

prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa – e questo dico, mai chiudersi noi stessi ma dialogare con i ragazzi e far capire loro come ci si difende da questi fenomeni della società di oggi».