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27/02/2026 ore 06.15
Attualità

Tra l’abbraccio dei due mari: Maida riceve ufficialmente il titolo di “Città”. Il sindaco Paone: «Un fatto che dà fiducia e speranza»

Dal decreto del Presidente della Repubblica Mattarella alla storia millenaria del paese in provincia di Catanzaro: il borgo calabrese celebra un traguardo che unisce residenti ed emigrati sparsi per il mondo

di Francesco Graziano

In un lembo di terra sospeso tra il golfo di Sant’Eufemia e quello di Squillace, in provincia di Catanzaro, sorge Maida. La storia millenaria non è solo impressa nei resti del castello medievale che domina la valle del Fiume Amato, ma da ora è sancita da un nuovo, prestigioso fregio: con decreto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Maida è stata ufficialmente proclamata Città.

La cerimonia di conferimento, svoltasi con rito solenne nella Prefettura di Catanzaro, ha segnato un momento spartiacque per la comunità. Nelle mani del sindaco Salvatore Paone, il prefetto Castrese De Rosa ha consegnato il decreto presidenziale (ai sensi dell'art. 18 del TUEL), alla presenza di alte cariche istituzionali tra cui il Sottosegretario all’Interno, l’on. Wanda Ferro, e i vertici delle Forze dell’Ordine. A colpire è stata l’immagine di compattezza della delegazione maidese: giunta e consiglio Comunale al completo, a testimoniare che, di fronte al prestigio del territorio, non esistono divisioni. Un'unità d'intenti cristallizzata già nel luglio 2025, lungo il rigoroso percorso istruttorio curato dal segretario comunale Ivan Mascaro.

Le parole del sindaco: «Un ponte tra passato e futuro»

Il sindaco Salvatore Paone, ai microfoni del network LaC, ha tracciato il solco di questo riconoscimento, trasformando un titolo onorifico in un manifesto di identità. «Questo rappresenta la storia millenaria della nostra comunità - ha dichiarato –. È un titolo importante che infonde molta fiducia e speranza a tutti noi per il futuro». Il pensiero di Paone è andato oltre i confini fisici del borgo, raggiungendo chi Maida la porta nel cuore a migliaia di chilometri di distanza: «Voglio dedicare questa intitolazione ai cittadini maidesi: non solo ai residenti, ma ai tantissimi che sono emigrati nel corso dei decenni.

La comunità non guarda però solo al passato. Con i suoi 58 chilometri quadrati di estensione, la nuova città guarda con determinazione al suo comprensorio vasto e variegato. Il primo cittadino ha voluto sottolineare con forza la ricchezza culturale del territorio, citando la comunità arbereshe di Vena: «La nostra città può essere un volano per tutto il territorio, sottolineando le grandi potenzialità di un’area che abbraccia diverse realtà. Penso alla comunità di Vena, esempio di quella integrazione riuscita nei secoli che rende Maida un modello di convivenza e sviluppo». Con questo nuovo status, la comunità maidese si prepara a scrivere un capitolo inedito: non più solo un borgo panoramico tra due mari, ma un centro istituzionale che onora il proprio passato guardando con ambizione al domani.