Tutto pronto per l’avvio del progetto di educazione affettiva “Cuore Mio”
Gli incontri saranno tenuti da esperti qualificati e laici, appartenenti al Terzo Settore, educatori straordinari che mettono a disposizione gratuitamente il loro tempo e le loro conoscenze;
Il 29 aprile prende avvio, in due scuole medie della nostra città, il progetto pilota di educazione all’affettività “Cuore Mio”.
«È un passaggio importante – ha detto l’assessore Nunzio Belcaro – che accolgo con soddisfazione, perché porta dentro le scuole un’esperienza educativa che non nasce oggi, ma affonda le sue radici in un percorso che ha già maturato esperienze significative nelle scuole superiori, raccogliendo attenzione e apprezzamento da parte di operatori scolastici e comunità educanti.
Questa proposta, già sperimentata e riconosciuta, viene offerta per la prima volta alle nostre scuole medie, attraverso un’iniziativa pilota che su mia proposta la giunta ha scelto di patrocinare.
Per questo sento anzitutto il dovere di ringraziare Francesco Costa, la Pastorale giovanile dell’Arcidiocesi, il Centro Calabrese di Solidarietà e Kyosei per aver offerto questa opportunità di formazione ai nostri ragazzi; ascoltando il bisogno proveniente dal mondo giovanile provando ad offrire un’azione concreta, libera da ogni sorta di ideologia, ponendo al centro l’ascolto autentico dei bisogni, delle fragilità e delle domande dei giovani, da cui prende forma la proposta educativa.
Incontri che sono tenuti da esperti qualificati e laici, appartenenti al Terzo Settore, educatori straordinari che mettono a disposizione gratuitamente il loro tempo e le loro conoscenze; operatori che quotidianamente affrontano le questioni giovanili con rigore, sensibilità e un approccio che è aperto, inclusivo e non dottrinale.
“Cuore mio” – aggiunge – è un passo avanti importante per la nostra città sugli aspetti dell’educazione all’affettività.
Ho manifestato più volte la chiara volontà di strutturare con maggiore forza, dal nuovo anno scolastico in poi, questo progetto, superando il patrocinio, attraverso un’iniziativa che percorra più mesi di attività e possa arrivare a più ragazzi, con l’Amministrazione che possa svolgere un ruolo centrale e maggiormente attivo. L’esempio di “Cuore mio” è il punto di partenza di tutto questo, aprendo a tutte quelle autorevoli realtà che possono dare una mano ai nostri ragazzi, mettendosi in discussione.
Su un tema così serio, la porta rimane aperta a chi può offrire un contributo credibile alla causa, chiusa invece ad ogni forma di strumentalizzazione faziosa e priva di argomentazioni fondate»