Un solo frigorifero per 40 detenuti: l’inferno d’agosto nel carcere di Catanzaro
La denuncia del presidente della Camera Penale Cantafora Iacopino che con una folta delegazione e due amministratori comunali (unici a raccogliere l’invito) ha girato tutte le sezioni del penitenziario di Siano
La condizione carceraria in Italia è di nuovo oltre i limiti. La Camera Penale Cantafora di Catanzaro ha visitato l'Istituto Caridi del Capoluogo in pieno agosto nel quadro dell’iniziativa nazionale delle Camere Penali “Ristretti in Agosto” ed invitando con sé tutti i rappresentanti istituzionali, fra i quali però ha aderito solo il Comune, con la cicesindaca Iemma ed il presidente del Consiglio Bosco.
«Siamo ai livelli del 2013 in Italia – ha esordito al nostro Network LaC l’avvocato Francesco Iacopino, presidente della Camera Penale catanzarese – quando la Corte Europea dei diritti dell'uomo ci ha condannati per trattamenti inumani e degradanti, contrari al senso di umanità. Ed anche Catanzaro, che ordinariamente non soffriva il soffraffollamento, si trova oggi 100 unità in più rispetto alla capacità ricettiva. Abbiamo trovato un raddoppio dei malati psichiatrici, passati da 70 a 150. Allora la domanda è: davvero l'edilizia penitenziaria può essere la soluzione alla dipendenza dalle droghe, al disagio psichiatrico, alla povertà, alla disperazione? E' chiaro che non è così. Se noi tutta questa quota di umanità, che non è pericolosa e disperata, la togliamo dalle carceri, avremo svuotato di due terzi gli istituti di pena»
Quanti detenuti avete incontrato e quali sono state le testimonianze più toccanti?
«Con la nostra folta delegazione siamo andati in tutte le sezioni. Ce ne sono alcune che devono essere strutturate, che sono in condizioni non accettabili. Sia chiaro che, dalla direzione del carcere all’ultimo operatore, abbiamo persone straordinarie, però ci sono delle criticità importanti. Certamente il posto più toccante è l'isolamento, dove sono costretti anche a inserire detenuti che sono pericolosi per sé e per altri. Senza dimenticare che si sventano tantissimi tentativi di suicidio nelle carceri».
Estate torrida, spazi angusti, temperature insopportabili. Ma che risorse hanno i detenuti?
«In un anno siamo passati da un solo congelatore a sezione, ogni sezione ospita 40 persone, ad un frigorifero in più. L’ ala che dovrebbe essere ristrutturata, sapevamo che sarebbero partiti tra poco i lavori, ora viene fuori che le opere forse partiranno a gennaio del 2027.
La politica sociale è la risposta alla periferia esistenziale – conclude in modo accorato Iacopino – e noi vogliamo chiedere alla politica di riassumersi la responsabilità di mettere la questione sociale al centro della sua agenda e non scaricare sulle carceri le povertà del nostro tempo».