Veglia di preghiera: «Chiesa chiarisca o confuti alcuni concetti equivoci»
L’associazione cristiana catanzarese Armonia tradizionale invita l’arcivescovo Maniago a precisare la posizione rispetto ad alcune iniziative di questo periodo
Riceviamo e pubblichiamo
Una Chiesa che include e si occupa di tutti indistintamente è sicuramente una Chiesa bella. Ma una Chiesa che traccia senza timore la via della salvezza e afferma con forza la differenza tra peccato e redenzione è una Chiesa che illumina.
In questi nostri tempi, dominati da pericolosi sincretismi e dal peccato, la Chiesa ha il dovere di portare luce e chiarezza e non di alimentare confusione dottrinale.
In occasione della "Veglia di Preghiera" organizzata per il prossimo 27 luglio dall'Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, registriamo con stupore alcune dichiarazioni diffuse a mezzo stampa che potrebbero creare confusione tra i fedeli. Per questo auspichiamo che l'Arcivescovo Claudio Maniago possa chiarire, o eventualmente confutare, alcuni concetti riportati pubblicamente.
Tra questi leggiamo:
"Prendere posizione... per coppie o realtà aggregative che esprimono semplicemente la loro identità."
Posto che ogni persona è tempio del Signore e, pertanto, sempre e comunque degna di amore, rispetto e accoglienza, al di là dei propri pensieri e dei propri peccati, riteniamo però necessario che la Chiesa chiarisca quale sia, secondo i precetti biblici, l'identità sessuale dell'uomo e della donna.
Oppure dobbiamo intendere che tale identità sia demandata ai desideri del momento o, peggio ancora, ai dettami del mondo?
Un'altra affermazione riportata è:
"Affermare il valore e la bellezza di ogni scelta di vita ispirata dall'amore."
L'Arcivescovo è realmente in linea con questa affermazione? Come si concilia con i passi della Sacra Scrittura riferiti ai peccati di Sodoma e Gomorra? Qualcuno vuole forse riscrivere la Bibbia? Esiste un amore che conduce a Dio secondo il Vangelo oppure tutto diventa indistinto? Anche a Sodoma si celebrava un'idea di amore?
Ancora, leggiamo:
"La Chiesa vuole mettersi in ascolto degli uomini e delle donne del nostro tempo."
Il Signore, nel Vangelo di Matteo (16,3), invita certamente a leggere con attenzione i segni dei tempi. Noi riteniamo che ciò significhi comprenderli per evangelizzare e convertire, non certo adeguarsi ad essi rendendo il Corpo di Cristo accondiscendente o, peggio, accogliente verso il peccato. Gesù ha saputo leggere il suo tempo, ma quando si trattò di difendere la verità del Padre scacciò con forza i mercanti dal Tempio, incurante delle conseguenze e del giudizio del mondo.
Lo scorso 28 giugno, a Catanzaro è stato organizzato il Family Day, un'intera giornata dedicata alla famiglia naturale, alla difesa della vita e dei valori cristiani, alla quale hanno partecipato centinaia di famiglie e cittadini. In quella circostanza avremmo gradito che, a sostegno della famiglia, fosse stata promossa anche una Veglia di Preghiera, magari organizzata dallo stesso Arcivescovo Claudio Maniago. Così non è stato e ci chiediamo il perché. Forse la Chiesa non ritiene che la famiglia naturale, così come ci è stata consegnata dalla Sacra Scrittura e dall'insegnamento della Chiesa, sia oggi sotto attacco e abbia bisogno di sostegno spirituale?
Oggi registriamo invece la preparazione di una Veglia di Preghiera, giustamente contro ogni forma di discriminazione, ma che sembra voler sostenere anche una particolare visione della vita, forse più vicina ai desideri e alle mode del nostro tempo che ai dettami del Vangelo.
L'Associazione Armonia tradizionale chiede semplicemente che la Diocesi chiarisca questi interrogativi e restituisca ai fedeli la certezza della fede. Chiediamo fermezza, chiarezza e rigore teologico. Chiediamo una Chiesa che accolga ogni persona senza mai rinunciare ad annunciare integralmente il Vangelo.
Esprimiamo infine anche una preoccupazione: non vorremmo che, in occasione del prossimo Gay Pride di Catanzaro, qualcuno ritenesse opportuno organizzare una seconda Veglia di Preghiera "inclusiva", alimentando ulteriori dubbi circa il significato e le finalità di tali iniziative.
La nostra non vuole essere una polemica, ma una richiesta sincera di chiarimento. I fedeli hanno il diritto di sapere se l'insegnamento della Chiesa sulla famiglia, sul matrimonio e sulla morale sessuale rimanga quello trasmesso dalla Sacra Scrittura, dalla Tradizione e dal Magistero oppure se siano in atto interpretazioni che rischiano di generare disorientamento.
Con rispetto verso il ministero dell'Arcivescovo e nella piena fedeltà alla Chiesa, chiediamo risposte chiare, anche da parte della Pastorale della famiglia, nella convinzione che misericordia e verità non siano mai in contrapposizione, ma debbano sempre camminare insieme.
*Associazione Armonia tradizionale – Catanzaro