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19/09/2026 ore 06.15
Cronaca

Bottiglie di plastica per canalizzare le docce: monta la rabbia tra i detenuti di Alta sicurezza a Catanzaro

A lanciare l’ennesimo allarme sulle condizioni della struttura di Siano la Camera Penale Cantàfora oggi a Firenze per una iniziativa nazionale sull’emergenza penitenziaria

di Nico De Luca

C’è una sezione del carcere “Ugo Caridi” di Catanzaro che rischia di essere sequestrata, quantomeno di mandare in tilt il sistema penitenziario del capoluogo di regione.

E’ proprio quella di Alta sicurezza, reparto speciale dedicati alla gestione di detenuti e internati considerati di spiccata pericolosità, in particolare condannati per reati associativi di tipo mafioso o traffico di stupefacenti.

In una delle ultime visite effettuate, gli avvocati della Camera Penale Cantàfora di Catanzaro hanno potuto constatare di persone le condizioni fatiscenti e degradanti del reparto che attende da tempo una radicale ristrutturazione.

Un esempio emblematico nelle docce  dove per canalizzare l'acqua i detenuti usano bottiglie di plastica tagliate e legate intorno al soffione.

Oggi a Firenze “Lo Stato generale dell’esecuzione penale” – anatomia di un disastro (Grand Hotel Adriatico), riunione nazionale voluta dalle Camere penali di tutta Italia ed annunciata nel corso di decine di conferenze stampa simultanee svoltesi nelle sedi delle maggiori città italiane.

A Catanzaro l’appuntamento si è tenuto all’interno della Corte d’Appello, presso la Biblioteca dell'Ordine forense.

Qui la presenza contestuale di avvocati, magistrati e politici è servita ad appoggiare un movimento libero di pensiero che intende rendere più dignitosa la vita dei detenuti.

L’allarme della Cantafòra

«Ormai – ha detto il presidente della Camera Penale Cantàfora di Catanzaro Francesco Iacopino . non si può parlare più di questione carceraria, ma di emergenza carceraria perché abbiamo raggiunto di nuovo tassi di sovraffollamento analoghi a quelli che nel 2012 hanno portato l'Italia ad essere condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per trattamenti inumani e degradanti. 

Non solo, noi abbiamo un tasso medio di sovraffollamento del 142%, alcuni istituti addirittura superano la soglia del 200% di sovraffollamento. Nei vari istituti penitenziari la situazione è vicina al collasso e non mancano casi limite, anche in Calabria. E tutto ciò malgrado l’alta professionalità della Polizia Penitenziaria.

Penso alla punta dell'iceberg che è stata l'esperienza del carcere fiorentino di Sollicciano dove la magistratura locale ha sequestrato un'intera sezione perché è assolutamente inidonea a garantire la dignità dei detenuti.

Spesso la direttrice mi dice che alcuni detenuti siano letteralmente fuori posto all’interno del carcere  –  ha aggiunto l’avvocato penalista catanzarese –  Allora, quando la riflessione è questa, noi capiamo che è la medicina ad essere sbagliata. Spendiamo troppo, spendiamo male e non risolviamo i problemi. Dobbiamo fare corrette diagnosi e applicare le terapie adeguate ai fenomeni che intendiamo regolare, senza slogan, perché buttare via le chiavi non ci rende affatto più sicuri»

I numeri del “Caridi”

La prima criticità nella struttura del quartiere Siano è il sovraffollamento: circa 715 detenuti a fronte di una capacità effettiva di circa 600 posti. Particolarmente delicata è la situazione della salute mentale. Nell’istituto sono circa 150 le persone con problematiche psichiatriche, di cui circa 70 gravi, a fronte di soli 13 posti per l’osservazione.

È un altro paradosso del nostro tempo: il disagio mentale viene sempre più spesso scaricato sul carcere e sugli operatori penitenziari. Ma la cella non può essere il luogo di cura di una persona affetta da una patologia psichiatrica.

Servono risposte sanitarie e terapeutiche, non la leva penitenziaria. Restano inoltre criticità nelle condizioni materiali. Il caldo viene affrontato con ventilatori e con un frigorifero per ciascuna sezione, che ospita circa 40 detenuti. In alcune sezioni sono state segnalate carenze nell’acqua durante la notte, nell’assistenza medica e negli spazi destinati ai colloqui con i minori.

Al piano terra sono presenti due sole docce per 32 detenuti, con problemi di privacy e sicurezza, oltre a segnalazioni relative alla presenza di blatte.