Caso Obizzo, Belcaro:«Lo monitoriamo da tempo, Aldo ha pure una casa ma rifiuta ogni assistenza»
CatanzaroChannel.it ha interpellato l’assessore ai Servizi sociali di Catanzaro
«Il caso di Aldo Obizzo è da tempo attenzionato dai Servizi sociali del Comune di Catanzaro». Risponde anche a tarda sera alla redazione di CatanzaroChannel.it l’assessore comunale Nunzio Belcaro che conferma come la situazione dell’uomo (a tutti noto come “orzoro”, un soprannome che lo stesso Aldo accettava dagli amici ma non gradiva quando era connotato di scherno) sia continuamente all’attenzione degli assistenti sociali comunali.
Barbone sotto la pensilina: Aldo “Orzoro” è un caso umano e sanitario da affrontare subitoLa casa c’è ma è strabordante di oggetti
«Aldo è arcinoto in città e non è possibile non conoscerlo – continua Belcaro – Da tempo gli è stata pure riconosciuta una piccola abitazione in centro che però ormai è satura di oggetti e rifiuti in quanto lui è di fatto un accumulatore seriale. Anche per questo non sarebbe neppure corretto definirlo senzatetto».
Nelle passate settimane in molti lo hanno visto trascorrere la notte al Pronto soccorso. «Adesso con la Polizia municipale continuiamo a monitorarlo – dice Belcaro – chiedendogli di andare in qualche struttura di accoglienza. Purtroppo oppone sempre un secco rifiuto e davanti a questa netta opposizione non possiamo fare altro. Almeno per il momento».
Ipotesi TSO
L’alternativa sarebbe un TSO, ipotesi verso la quale si potrebbe arrivare nel brevissimo tempo. Ma non è facile in quanto il soggetto non ha sofferenze psichiatriche anche se rifiuta assistenza e causa già criticità di ordine igienico-sanitarie.
«Tra l’altro lui per l'anagrafe risulta pure regolarmente coniugato – continua l’assessore – ma pare che la moglie viva in un altro paese perche il matrimonio sia fallito».
In effetti il buon Aldo era convolato a nozze nel febbraio del 2016 (vedi foto copertina) suscitando una larghissima ondata di compiacimento per un uomo semplice e buono, capace di sorridere a tutti ma anche di “incazzarsi” giustamente quando qualche stupido lo prendeva in giro.
«Nelle prossime ore le pattuglie della polizia municipale proveranno ancora ad offrirgli una sistemazione – continua Belcaro – in una vicenda che ci ricorda i casi recenti di altri senza fissa dimora, una signora polacca, Honorata, e poi Carlos, il chitarrista, due persone che preferivano ostinatamente vivere sotto le stelle in città ma che per fortuna siamo riusciti a ricollocare in opportune strutture sanitarie. Ora ci proviamo con il nostro Aldo».
Medaglia a due facce
Una vicenda in cui l’assessore trae una fotografia in chiaroscuro: « C’è il lato del nobile moto umanitario che la vicenda di Obizzo sta scatenando – afferma il noto intellettuale – e che ci conforta in quanto manifesta il cuore della città in un periodo di fredda omologazione e di guerre internazionali; poi però bisogna anche considerare il “fastidio” che la presenza e l’atteggiamento dell’anziano barbone procurano a tanti che manifestano falso pietismo».
Intanto sui social il caso di Aldo, per tutti “orzoro”, ha suscitato centinaia di reazioni d’affetto. Mentre in molti, con discrezioni, continuano ad avvicinarlo alla panchina di Piazza Montenero per portargli un pasto, un the con biscotti, o indumenti. Il freddo, di notte, è ancora molto pungente.