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20/07/2026 ore 08.59
Cronaca

Caso Roggero, il Garante regionale per la tutela delle vittime di reato scrive alla Presidente Meloni

Lomonaco: «Le vittime non devono mai sentirsi costrette a difendersi da sole. Lo Stato deve arrivare prima»

di redazione

Il Garante regionale per la tutela delle vittime di reato della Calabria, Antonio Lomonaco, ha inviato una lettera alla Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, prendendo spunto dal dibattito sviluppatosi attorno al caso Roggero per richiamare l’attenzione su un tema che ritiene centrale: il rafforzamento del ruolo dello Stato nella protezione delle vittime di reato. Nella missiva, il Garante chiarisce di non voler entrare nel merito della specifica vicenda giudiziaria, il cui accertamento compete esclusivamente alla magistratura, ma di voler proporre una riflessione più ampia sul rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.

«La vera domanda», osserva Lomonaco, «non è alimentare una contrapposizione tra garantismo e sicurezza, ma comprendere come evitare che una vittima arrivi a convincersi di dover affrontare il pericolo da sola». Richiamando l’esperienza maturata nell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, il Garante evidenzia come le persone che subiscono una rapina, un’estorsione, una violenza o una truffa non chiedano vendetta, ma chiedano anzitutto di non essere lasciate sole. Secondo Lomonaco, il confronto di questi giorni rappresenta un’occasione per riaffermare un principio fondamentale: la prima missione dello Stato deve essere quella di impedire che una vittima si senta abbandonata.

Quando un cittadino arriva a pensare che la propria sicurezza dipenda esclusivamente da sé stesso, infatti, si incrina il rapporto di fiducia che costituisce il fondamento di ogni ordinamento democratico. Da qui l’appello rivolto al Governo affinché si rafforzino concretamente gli strumenti di tutela delle vittime attraverso una maggiore prevenzione, una presenza ancora più capillare dello Stato sul territorio, il potenziamento del sostegno psicologico e dell’assistenza legale, una maggiore rapidità nei risarcimenti e un’attenzione costante verso chi trova il coraggio di denunciare. «La migliore giustizia», scrive il Garante nella lettera, «è quella che arriva prima. È quella che impedisce al cittadino di sentirsi costretto a scegliere tra la paura e l’idea di doversi difendere da solo».

Nella parte conclusiva della missiva, Lomonaco auspica l’avvio di una nuova stagione nella quale le vittime diventino il punto di partenza delle politiche pubbliche in materia di sicurezza e giustizia, ricordando che «una democrazia si misura anche dalla capacità di dire a ogni persona che ha subito un reato: lo Stato c’era prima, lo Stato c’è durante e lo Stato ci sarà anche dopo». La lettera si conclude con un ringraziamento alla Presidente del Consiglio per l’attenzione dimostrata verso il tema della sicurezza e della tutela delle vittime, accompagnato dall’auspicio che il dibattito pubblico possa tradursi in un concreto rafforzamento delle politiche di protezione delle persone offese dal reato.