Famiglie fragili, Tar salva madre e figlio da istanza comunale di sgombero abitazione
Il legale della famiglia dà notizia della sentenza di tutela che non ammette provvedimenti drastici “in mancanza di congrua e approfondita istruttoria”
Madre e figlio potranno continuare a vivere nell’immobile popolare del Comune di Catanzaro. Così è stato deciso dal Tar della Calabria di Catanzaro in accoglimento del ricorso proposto dai ricorrenti attraverso l’avv. Francesco Pitaro.
Il Comune di Catanzaro ha, infatti, adottato un’ordinanza di sgombero dell’alloggio popolare intimando, conseguentemente, alla madre e al proprio figlio di lasciare la casa.
Avverso il detto provvedimento di sgombero nell’interesse dei propri assistiti il legale ha proposto ricorso dinanzi il Tar Catanzaro censurando l’atto lesivo sotto molteplici profili. Più precisamente, nel ricorso è stato denunciato il difetto di motivazione, la violazione della Legge regionale N. 8/1995, l’eccesso di potere per difetto dei presupposti, nonché la contraddittorietà dell’atto. Il Tar Catanzaro, che aveva già accolto la domanda cautelare, con la sentenza N. 1053/2026 ha definitivamente accolto il ricorso annullando la lesiva ordinanza di sgombero.
Il commento del legale
«Esprim soddisfazione per l’esito del giudizio e per la sentenza del Tar Catanzaro con cui sono stati accolti i rilievi da noi sostenuti in ricorso con annullamento dell’ordinanza di sgombero adottata dal Comune di Catanzaro. Madre e figlio potranno, pertanto, in virtù della detta sentenza, continuare a vivere nell’alloggio comunale. L’ordinanza di sgombero, infatti, è provvedimento grave e lesivo e pericoloso che non può essere adottato con superficialità e senza una congrua e approfondita istruttoria ma deve essere il frutto di una puntuale e attenta analisi in fatto e in diritto. Il rischio, infatti, è, come è accaduto nel caso che occupa, di lasciare famiglie fragili senza un’abitazione dentro cui vivere»