La carità oltre ogni steccato: raccolti oltre 5mila euro per far tornare la salma di Giò nel suo Senegal
Tramite la parrocchia del Sacro Cuore, il Comune e tanti amici volenterosi sono stati donati i fondi per coprire le spese di trasporto del feretro. Commovente ultimo saluto con la bara in via Cosenza
Chi pensa che l’intolleranza razziale o religiosa sia una piaga inestinguibile non era presente sabato scorso per l’ultimo saluto alla salma di Diop, Giò per tutti.
L’ottantenne senegalese, l’amico di colore che in giacca e cravatta salutava ed amava scambiare due chiacchiere con i passanti di Catanzaro Lido, arriva in queste ore nel suo paese sudafricano, dopo una morte naturale che ha addolorato gli abitanti del quartiere.
La colletta
Per la verità ci hanno pensato tante persone di buona coscienza, cristiani e musulmani, praticanti e semplici uomini e donne di cuore, che si sono prodigate per raccogliere le somme necessarie (oltre cinquemila euro) e sbrigare le pratiche burocratiche.
Su tutti padre Rocco della Parrocchia del Sacro Cuore e Giuseppe Bellantoni, dipendente del supermercato nelle cui vicinanze Giò stazionava praticamente tutti i giorni in ogni stagione.
Pietà popolare
«Abbiamo fatto il possibile – ci spiega Bellantoni – ed alla fine gli abbiamo reso una degna sistemazione. Lunedì il feretro è partito per il Senegal e siamo contenti di aver raccolto tutto quello che era necessario. Anzi – continua il dirigente commerciale – abbiamo persino ottenuto una eccedenza che spediremo alla famiglia, alle tre figlie di Giò. Qualcuno avrebbe voluto dargli degna sepoltura qui dove è rimasto per tantissimi anni ma crediamo che sia più giusto così. Lì il nostro amico avrà i riti secondo le usanze della sua gente.
Ringraziamenti
E ci tengo proprio tramite Catanzaro Channel – continua Bellantoni – a ringraziare i tanti che hanno contribuito, la Parrocchia del Sacro Cuore in primis per impegno, la Comunità Musulmana di Catanzaro che ha consegnato una sua somma, il Comune di Catanzaro, l’Associazione Alone Ets di Cosenza nella persona del presidente Shyama Bokkory e Pietro Falbo, presidente della Camera di Commercio ma soprattutto amico di quartiere in quanto risiede ed ha la sua primaria attività qui vicino».
E’ stato molto toccante vedere, come in occasione della fiaccolata seguita alla morte dell’ottantenne africano, gente di svariata estrazione sociale e regiolasa riunita insieme per pregare ognuno secondo il proprio credo, cristiani cattolici e musulmani. Ancora di più davanti ad una bara con le spoglie di un uomo semplice, comune, proprio per questo vicino a tutti.
A dimostrazione che le cruente divisioni ideologiche ristagnano e degenerano nella mente di chi non è connesso con il proprio cuore.