Le figlie ammalate non possono salire quattro rampe di scale: vedova supplica cambio appartamento a piano terra
La storia denunciata dall’avvocato Francesco Pitaro che ha scritto al sindaco, al settore Politiche sociali ed al prefetto di Catanzaro. La signora risiede a Santa Maria in un palazzo popolare senza ascensore che dispone di un alloggio ad oggi libero ed accessibile senza barriere architettoniche
E’ vedova e deve occuparsi delle due figlie gravemente ammalate e incapaci di deambulare e l’alloggio popolare assegnato dal Comune di Catanzaro posto al IV piano di un palazzo senza ascensore non è di fatto servibile. La signora ha, pertanto scritto al Prefetto tramite l’avv. Francesco Pitaro un atto indirizzato in prima istanza alle stanze di Palazzo De Nobili.
«Premesso che l’istante è vedova – scrive l’avvocato per conto della signora Concetta – e madre di due figlie, purtroppo, gravemente malate; che, infatti, le figlie dell’istante, sono affette da una grave patologia, per come si coglie dai certificati medici che si allegano, e da cui si evince che le due figlie sono entrambe affetta da “Atassia Cerebellare”; che l’istante è stata assegnataria da parte del Comune di Catanzaro di un alloggio ERP di proprietà comunale sito nel Comune di Catanzaro alla Via Mattia Preti e posto al IV Piano di un palazzo privo di ascensore; che, tuttavia, la patologia da cui sono affette le figlie dell’istante, le cui condizioni, in questi ultimi anni, si sono ancor più particolarmente aggravate, impedisce, di fatto, alle figlie di accedere con facilità al detto immobile;
che, infatti, per come sopra detto, le due figlie dell’istante, per come risulta dai certificati medici allegati, sono “affette da Atassia Cerebellare con difficoltà a mantenere l’equilibrio (frequenti cadute) ed a deambulare (deambulazione con base allargata e difficoltosa) ed a salire le scale. Per tali motivi è riconosciuta invalida civile con indennità di accompagnatore ed handicap (articolo 3, comma 3)”; che, pertanto, l’istante, madre di due figlie gravemente ammalate e che convivono con la stessa, si ritrova assegnataria di un immobile il cui accesso è, tuttavia, inibito alle di lei figlie a causa della gravissima e invalidante malattia da cui sono affette;
Richieste inascoltate
che, infatti, per come sopra detto, il palazzo in cui è posto l’immobile de quo è privo di ascensore; che, più volte, l’istante ha chiesto al Comune di Catanzaro l’assegnazione di altro immobile e, più precisamente, di un immobile posto al piano terra dello stesso palazzo in cui risiede attualmente con le due figlie; che, infatti, il detto alloggio posto al piano terra e che è attualmente libero permetterebbe alle due figlie gravemente malate di potere accedere facilmente all’alloggio; che, tuttavia, nonostante le reiterate richieste e la necessità dell’istante, nell’interesse esclusivo delle proprie due figlie disabili e invalide e incapaci di deambulare, di poter godere di un immobile posto a piano terra o di immobile posto all’interno di un palazzo con ascensore, il Comune di Catanzaro non ha mai dato riscontro positivo; che trattasi di condotta antigiuridica;
che, inoltre, la condotta del Comune di Catanzaro si pone in contrasto con le esigenze e i diritti delle persone portatrici di gravi handicap come le figlie dell’istante;
che, infatti, i soggetti portatori di grave handicap richiedono la sensibilità e le attenzioni dei pubblici amministratori e degli enti locali e delle pubbliche istituzioni che devono fare in modo di abbattere ogni elemento di ulteriore ostacolo; che, infatti, i soggetti portatori di handicap sono tutelati anche da norme di portata costituzionale dirette a garantire loro diritti fondamentali come quello ad avere un’abitazione facilmente accessibile;
Tutela della disabilità
che, infatti, gli artt. 2, 3 e 38 della Costituzione prevedono i principi diretti a favorire la tutela delle persone affette da disabilità; che, purtuttavia, il Comune di Catanzaro ha ignorato e ignora totalmente le previsioni costituzionali dirette a favorire le persone portatrici di handicap ed ha continuato a lasciare senza risposte le reiterate richieste della istante madre, che è pure vedova, con cui si chiede solamente che venga messo a disposizione altro alloggio facilmente raggiungibile dalle figlie gravemente malate; che la condotta omissiva e contra ius e in violazione delle norme poste a tutela dei portatori di handicap del Comune di Catanzaro non è ulteriormente tollerabile; che l’istante ha diritto di avere in godimento un alloggio popolare che possa essere facilmente raggiunto dalle proprie figlie che non sono in grado di deambulare per la grave patologia da cui sono affette;
che è facile capire lo stato d’animo dell’istante che non solo deve accudire due figlie gravemente malate ma che è anche vedova e senza altri supporti; che occorre, pertanto, che il Comune di Catanzaro ponga in essere una condotta attiva e diligente e giuridicamente valida diretta a reperire in favore dell’istante e delle di lei figlie un appartamento/immobile che sia facilmente raggiungibile dalle figlie che sono, purtroppo, gravemente malate”.
Richieste
In conclusione l’avv. Francesco Pitaro “chiede che il Comune di Catanzaro, in persona del Sindaco in carica, e il Settore Politiche Sociali del Comune di Catanzaro, in persona del Dirigente in carica p.t., vogliano, entro e non oltre 10 giorni dal ricevimento del presente atto, reperire altro immobile/appartamento da mettere a disposizione dell’istante madre e delle di lei due figlie gravemente malate e con gravi problemi di deambulazione e invalide e che sia facilmente raggiungibile da queste ultime tenendo in considerazione la presenza di altro immobile libero posto al piano terra dello stesso palazzo in cui risiedono attualmente.
Con riserva di ogni azione in caso di perdurante condotta omissiva e illegale del Comune di Catanzaro. Il presente atto che involge il diritto all’abitazione e alla salute e all’integrazione e mobilità di portatori di handicap viene trasmesso anche al Prefetto di Catanzaro per ogni opportuna valutazione”.