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13/02/2026 ore 16.50
Cronaca

Maxi-bollette gas da 40mila euro, il Tribunale ordina l’annullamento: l’utente pagherà solo 300 euro

La vittoria legale è giunta con il supporto della Codacons. Nel corso del giudizio è emerso come la società energetica non ha dimostrato l’esistenza del credito né di aver informato l’utente

di Redazione

Una richiesta di pagamento di ben 40.595 euro è stata cancellata a seguito dell'intervento del Codacons. La sentenza del Tribunale di Catanzaro ha accertato che l'utente non è tenuto a pagare il maxi-debito vantato dai gestori, riducendo la somma finale a soli 315,07 euro. Il Tribunale ha ritenuto fondate le tesi legali sostenute dal Codacons Giusy Mirarchi e di AssoURT Francesca Paone, rilevando come la società energetica non abbia assolto ai propri oneri probatori.

Nel corso del giudizio è emerso come non sia sufficiente emettere una fattura per vederne riconosciuto il pagamento: l'azienda fornitrice ha infatti l'obbligo rigoroso di dimostrare non solo l'esistenza del credito, ma anche di aver regolarmente informato l'utente attraverso notifiche certe, come raccomandate con ricevuta di ritorno o PEC. In questo caso, Eni non ha prodotto alcuno di questi documenti, lasciando le proprie richieste prive di un supporto legale valido.

Senza la prova documentale che l'utente avesse effettivamente ricevuto i solleciti, il castello di carta costruito dal gestore è crollato. Il Tribunale ha così potuto accertare che decine di migliaia di euro di fatturazioni erano, per la legge, insussistenti. A questo si aggiunge la responsabilità del distributore: chi gestisce la rete e rileva i consumi non può sottrarsi al dovere di garantire la trasparenza e l'esattezza dei dati, elementi che in questa vicenda sono mancati del tutto.

«Siamo di fronte a un abbattimento del debito del 99,2% rispetto alla pretesa originale» ha dichiarato l’avvocato Francesca Paone, che ha seguito la vicenda per conto di AssoURT. «Questa vittoria conferma un principio fondamentale: le società energetiche non possono pretendere somme astronomiche senza dimostrare con estremo rigore la fondatezza delle proprie richieste.

Abbiamo ottenuto l'annullamento di una pretesa da oltre 40.000 euro perché, semplicemente, la ragione del credito non è stata provata. È un segnale forte: i cittadini non devono subire passivamente richieste di pagamento spropositate, poiché la legge impone ai gestori oneri precisi che non possono essere ignorati». L'associazione invita i consumatori a prestare massima attenzione ed a contestare sempre le richieste di pagamento che appaiano non documentate o prive di riscontri certi.