Nocera Terinese, un deposito agricolo trasformato in una villetta: presentato un esposto sull’immobile dell’ex sindaco Gigliotti
L’iniziativa dell’ex vicesindaco Francesco Cardamone dopo le pronunce della giustizia amministrativa. L’atto trasmesso anche alla Procura di Lamezia, al prefetto e alla Corte dei Conti
Il caso dell’immobile già di proprietà dell’ex sindaco di Nocera Terinese Fernanda Gigliotti arriva all’attenzione della magistratura e di diverse autorità istituzionali. A darne notizia, attraverso una nota stampa, è Francesco Cardamone, già vicesindaco del Comune, che ha presentato un esposto-denuncia chiedendo accertamenti sulla gestione amministrativa del bene.
L’atto, predisposto tramite l’avvocato Ortensio Mendicino, penalista del Foro di Lamezia Terme, è stato trasmesso attraverso la Stazione dei Carabinieri di Nocera Terinese alla Procura della Repubblica di Lamezia Terme. Destinatari anche il ministro dell’Interno, il ministro della Giustizia, il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Catanzaro, il prefetto di Catanzaro e la Procura regionale della Corte dei Conti per la Calabria.
Al centro della vicenda c’è un immobile che, secondo la ricostruzione contenuta nell’esposto, era stato autorizzato nel 2012 come deposito agricolo prefabbricato di facile rimozione e sarebbe stato successivamente trasformato in una struttura ad uso abitativo, con piano seminterrato in cemento e piscina.
Cardamone richiama quattro provvedimenti intervenuti negli anni: l’ordinanza di demolizione numero 1/2018 del Comune, la sentenza 1713/2021 del Tar Calabria, la sentenza 1398/2025 dello stesso Tar, che ha rigettato il ricorso contro un nuovo diniego di sanatoria, e la sentenza 2930/2026 del Consiglio di Stato, pubblicata il 13 aprile scorso.
Quest’ultima, secondo quanto riportato nella nota, avrebbe confermato definitivamente l’acquisizione gratuita del bene al patrimonio comunale e l’assenza di titolo della precedente proprietaria a presentare ulteriori istanze sull’immobile, disponendo l’esecuzione della decisione da parte dell’amministrazione.
L’esposto si concentra quindi sui successivi passaggi amministrativi. Cardamone riferisce che il 18 novembre 2025 l’Ufficio tecnico-Urbanistica avrebbe dato seguito a una nuova Scia presentata da Gigliotti per il ripristino dello stato dei luoghi, certificandone poi l’esito il 12 marzo 2026.
Viene inoltre richiamata la determina R.G. numero 539 del 3 settembre 2026, che, secondo l’interpretazione contenuta nell’esposto, avrebbe aperto alla possibile dismissione del bene e a un eventuale ritrasferimento alla precedente proprietaria.
Cardamone chiede quindi alle autorità destinatarie dell’atto di effettuare gli accertamenti di rispettiva competenza e di verificare anche l’eventuale sussistenza di profili penalmente rilevanti.
Le circostanze contestate rappresentano la ricostruzione contenuta nell’esposto-denuncia e saranno le autorità competenti a valutarne fondatezza ed eventuale rilevanza. Restano ferme le posizioni e il diritto di replica delle persone e degli uffici comunali interessati.