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17/06/2026 ore 16.13
Cronaca

Petrolmafie, assolto l’imprenditore lametino Grutteria: in appello bis «il fatto non sussiste»

Il professionista operante nel settore dei carburanti era rimasto coinvolto nell’inchiesta che aveva ipotizzato una organizzazione in Calabria e in altre regioni del Mezzogiorno 

di Redazione

Si conclude con un’assoluzione piena perché il fatto non sussiste la lunga vicenda giudiziaria che ha coinvolto l’ingegnere Aldo Grutteria, imprenditore lametino operante nel settore dei carburanti, imputato nel maxi-procedimento “Petrolmafie” e difeso dagli avvocati Francesco Gambardella del foro di Lamezia Terme e Patrizia Morello del foro di Reggio Calabria.

Il procedimento traeva origine dall’ampia inchiesta sulla filiera illecita dei carburanti sviluppata tra la Calabria e altre regioni del Mezzogiorno, nell’ambito della quale erano state contestate, a vario titolo, ipotesi di associazione per delinquere finalizzata all’evasione fiscale, riciclaggio e autoriciclaggio, con l’aggravante, in alcune posizioni, dell’agevolazione o del metodo mafioso.

Nei confronti dell’ingegnere Grutteria, nella fase cautelare, era stato disposto il sequestro delle aziende riconducibili all’imprenditore e dell’intero patrimonio personale. Con la sentenza di primo grado emessa dal Gup di Reggio Calabria all’esito del rito abbreviato, la misura era stata trasformata in confisca e l’imputato era stato ritenuto responsabile dei reati di associazione per delinquere e autoriciclaggio, con condanna alla pena di tre anni di reclusione.

Successivamente, la Corte d’Appello di Reggio Calabria aveva assolto Grutteria dall’imputazione di autoriciclaggio, disponendo la revoca della confisca e la restituzione dei beni, ma aveva confermato la responsabilità per il reato associativo, rideterminando la pena in un anno e quattro mesi di reclusione. Avverso tale decisione, i difensori proponevano ricorso per Cassazione, censurando la tenuta logica e probatoria della pronuncia di condanna in relazione al delitto associativo.

Con sentenza depositata il 14 marzo 2025, la seconda sezione penale della Corte di Cassazione accoglieva il ricorso, rilevando l’insufficienza del quadro probatorio posto a fondamento della responsabilità dell’imputato e annullando con rinvio la sentenza impugnata limitatamente alla posizione di Grutteria, affinché la Corte territoriale procedesse a una nuova valutazione nel rispetto dei principi indicati dalla Suprema Corte. Oggi, davanti alla Corte d’Appello di Reggio Calabria, presieduta dalla dott.ssa Palumbo, con consigliere relatore la dott.ssa Familiari, si è celebrato il giudizio di rinvio.

In udienza, il sostituto procuratore generale, Santi Cutroneo, ha concluso chiedendo l’assoluzione dell’imputato, aderendo alle valutazioni espresse dalla Corte di Cassazione circa l’assenza di elementi idonei a dimostrare la partecipazione dell’ingegnere al contestato sodalizio associativo. Analoga richiesta è stata formulata dalla difesa dell’ing. Grutteria, che fin dall’inizio del procedimento ha sostenuto l’assoluta estraneità del proprio assistito a qualsiasi struttura criminale organizzata e la natura esclusivamente imprenditoriale dell’attività svolta.

La Corte d’Appello ha quindi pronunciato sentenza di assoluzione con la formula più ampia, «perché il fatto non sussiste», revocando le residue statuizioni conseguenti alla precedente condanna. Si chiude così una vicenda processuale durata anni, nel corso della quale l’ingegnere Grutteria ha subito il sequestro delle proprie aziende e del patrimonio personale, successivamente restituiti.

Con la decisione pronunciata oggi viene definitivamente esclusa ogni responsabilità penale dell’imprenditore in relazione ai fatti contestati nell’ambito dell’operazione “Petrolmafie”, con il venir meno dell’ultimo addebito oggi giudicato insussistente dopo l’intervento della Corte di Cassazione.