Sistema Paoletti, annullato il decreto di sequestro: imprenditore accusato di aver violato gli obblighi domiciliari
Il Tribunale ha disposto la restituzione del telefonino e altrai strumenti informatici con cui si sarebbe messo in contatto con un dipendente per impartire direttive durante la detenzione
È stato annullato il decreto di perquisizione e sequestro emesso lo scorso dicembre nei confronti delle attività imprenditoriali riconducibile a Paolo Paoletti. Lo ha deciso il Tribunale di Catanzaro a cui aveva fatto ricorso la difesa dell’imprenditore, rappresentata dagli avvocati Francesco Gambardella e Sergio Rotundo.
La Procura di Catanzaro aveva ipotizzato l’esistenza di un presunto sistema Paoletti, anche dopo la condanna di quest’ultimo per i reati di sfruttamento dei dipendenti nell’esercizio dell’attività lavorativa all’interno dei centri commerciali dell’imprenditore.
La gravità del fatto, che hanno poi condotto alla perquisizione e al sequestro, era stata individuata nella sistematica violazione degli obblighi a cui l’imprenditore era vincolato in ragione del suo stato di detenzione domiciliare, che gli inibiva qualsiasi contatto con persone esterne e diverse dal suo nucleo familiari.
Secondo alcune segnalazioni dell’amministrazione giudiziaria, in molteplici occasioni, Paoletti si sarebbe interfacciato con un suo dipendente che, a sua volta, avrebbe veicolato ad altri dipendenti le direttive che il primo impartiva. Da qui la revoca degli arresti domiciliari, con la restrizione in carcere, e l’iscrizione di un procedimento a carico dell’imprenditore per un nuovo reato, con il contestuale sequestro di telefonini, strumenti informatici ed altri documenti.
A seguito della richiesta di riesame avanzata dai legali difensori, gli avvocati Francesco Gambardella e Sergio Rotundo, è stata oggi depositata l’ordinanza con cui è stata annullato integralmente il decreto di perquisizione e sequestro con la restituzione di quanto precedentemente sequestrato.