«Sostenere chi ha il coraggio di denunciare», firmato in Prefettura il protocollo contro usura e estorsioni: nel 2025 liquidati 2 milioni di benefici economici, 20 le istanze
Sarà predisposto uno sportello che fungerà da raccordo con Procura e forze dell’ordine. Il commissario straordinario Nicolò: «Un fenomeno che resta sommerso, difficoltà di cittadini e imprese a rivolgersi alle istituzioni»
È stato sottoscritto ieri in Prefettura il protocollo d’intesa per la prevenzione e il contrasto del fenomeno dell’usura e delle estorsioni nella provincia di Catanzaro. A firmarlo, alla presenza del sottosegretario al Ministero dell’Interno, Wanda Ferro e del commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura Maria Grazia Nicolò, il prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa, il procuratore della Repubblica di Catanzaro Salvatore Curcio, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, il presidente dell’Anci Calabria Rosaria Succurro, i sindaci di Catanzaro Nicola Fiorita, di Lamezia Terme Mario Murone e di Soverato Daniele Vacca.
Lo strumento pattizio rafforza la rete istituzionale a sostegno di cittadini, imprenditori e professionisti esposti al rischio di condotte estorsive o usurarie nell’ottica di prevenire e contrastare l’infiltrazione della criminalità nell’economia legale e il pericolo di rottura dei meccanismi di coesione sociale. L’accordo punta a far emergere situazioni di difficoltà e a far accrescere la fiducia verso lo Stato perché incentiva le scelte di legalità in quanto possibili e convenienti.
I sottoscrittori si impegnano alla predisposizione di uno sportello che possa fungere da punto di primo raccordo tra coloro che sono intenzionati a denunciare condotte di estorsione o usura, le forze dell’ordine e la Procura. Nella Prefettura di Catanzaro è istituito l’osservatorio provinciale con il compito di promuovere iniziative di informazione sull’utilizzo dei fondi di prevenzione dell’usura, l’attività del microcredito per favorire l’inclusione sociale e finanziaria delle fasce vulnerabili della popolazione.
Inoltre potrà promuovere e sostenere iniziative di prevenzione, del sovraindebitamento e della cattiva gestione del denaro, anche attraverso la diffusione dell’educazione finanziaria e l’attuazione di forme di coordinamento volte a contrastare la pubblicità ingannevole in tema di concessioni di credito dietro cessioni di aliquote stipendiali. Uno specifico gruppo di lavoro interno all’osservatorio monitorerà l’andamento del fenomeno sia per aree geografiche che per categorie socio-economiche.
«La sottoscrizione del patto contro usura ed estorsione – ha dichiarato il sottosegretario Ferro – rappresenta un passo in avanti significativo nel percorso che stiamo portando avanti per sostenere chi trova il coraggio di denunciare. In Calabria, nel corso del 2025, sono state presentate 18 nuove istanze per estorsione e 2 per usura, e lo Stato ha già concesso benefici economici per circa 2 milioni di euro: un aiuto concreto che testimonia la nostra vicinanza a chi decide di sottrarsi al ricatto criminale. Questo protocollo rafforza la capacità delle istituzioni di intervenire tempestivamente e di costruire attorno alle vittime un sistema efficace di tutela e di accompagnamento verso la legalità».
Nella stessa direzione il commissario straordinario Nicolò: «Il patto rafforza il lavoro di prevenzione e contrasto verso un fenomeno che, nella nostra Regione, continua a presentarsi in forme sempre più insidiose. Le analisi investigative mostrano come usura ed estorsioni restino spesso sommerse, anche per la difficoltà, da parte delle vittime, di rivolgersi alle istituzioni. Proprio per questo diventa essenziale ampliare la rete di collaborazione tra prefetture, forze dell’ordine, enti locali e mondo economico, così da intercettare i segnali di vulnerabilità e sostenere chi opera nella legalità. Racket ed usura non sono soltanto reati ma strumenti di controllo e di impoverimento, chi trova il coraggio di denunciare non viene lasciato solo».
L’accordo mira a rafforzare il coordinamento tra istituzioni, forze dell’ordine, banche, mondo del credito, associazioni di categoria e antiusura, sindacati, ordini professionali e perfino le diocesi quali sentinelle sul territorio, al fine di intercettare tempestivamente le situazioni di rischio e offrire percorsi di supporto qualificato, servizi di ascolto e orientamento che trovano nel Protocollo, al di là dell’ambito di emersione, gli elementi di una strategia comune.
Particolare rilievo viene attribuito anche alle azioni di prevenzione e di sensibilizzazione, rivolte in particolare alle imprese e ai cittadini più esposti, attraverso campagne informative, sportelli di ascolto e strumenti di sostegno al credito legale, anche con programmi di educazione finanziaria da realizzarsi nelle scuole per una gestione corretta e responsabile del denaro e per indirizzare al meglio le proprie scelte di risparmio e di investimento.
Le banche, i confidi, le fondazioni e le associazioni potranno prevedere, all’interno di apposite convenzioni, adeguati moltiplicatori da applicare ai fondi antiusura tenendo sempre aggiornato l’elenco dei referenti. Un ruolo proattivo di impulso sarà svolto dall’ABI Calabria nei confronti delle banche che individueranno nelle proprie strutture la figura del “facilitatore -referente antiusura”, valutando la condizione dei soggetti protestati come non pregiudizievole e ogni possibilità di “ribancarizzarli” con adeguato merito di credito.
La Prefettura ha già predisposto una prima bozza di vademecum/manuale operativo Antiusura che sarà presto diffuso tra tutti i soggetti sottoscrittori. «Si tratta – ha concluso il prefetto De Rosa – di un modello di collaborazione territoriale, destinato ad essere ulteriormente consolidato e aggiornato in relazione all’evoluzione dei fenomeni criminali, alla luce tanto del carattere sempre più subdolo e multiforme di tali manifestazioni quanto della sussistenza di estese forme di sommerso. Mettiamo in campo una serie di misure che vogliono scoraggiare il ricorso agli usurai e nello stesso tempo aiutare chi cade nella loro rete, alimentando fiducia negli strumenti che lo Stato mette a disposizione se si denuncia».
Alla firma del protocollo hanno partecipato anche il presidente della commissione regionale di ABI Calabria Maurizio Coppola, il presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia Pietro Falbo, il presidente di Unindustria Calabria Aldo Ferrara, l’Arcivescovo della Diocesi di Catanzaro – Squillace Claudio Maniago e per la Diocesi di Lamezia Terme il direttore della Caritas regionale Don Fabio Stanizzo, nonché i presidenti o i delegati di Confesercenti, Confagricoltura, Confartigianato, COPAGRI, Coldiretti, CNA, C.I.A. Calabria Centro, Confcooperative Calabria, Fidart Calabria, Legacoop Calabria, Ance Calabria, Ordine degli Avvocati e dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Fondazioni e Associazioni Antiusura “Monsignor Moietta”, “Santa Maria del Soccorso” e “ALA- Associazione Antiracket Lamezia”, CGIL AREA Vasta, CISL Magna Graecia e UIL Calabria.
Presenti anche il Questore di Catanzaro Giuseppe Linares unitamente agli altri vertici provinciali delle forze di polizia e della Direzione investigativa antimafia e il direttore della Banca d’Italia nonché i direttori degli Istituti di credito che hanno già aderito al protocollo e i rappresentanti dell’Associazione “Libera”.