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02/06/2026 ore 17.52
Cronaca

«Tra i terremoti più forti registrati in Calabria», l’Ingv conferma l’intensità del sisma al largo di Amantea

Avvertito in tutta la regione e nel sud Italia. Il direttore Stramondo spiega: «il motore è stata la litosfera ionica che ha spinto sotto l’Appennino calabro»

di Redazione

«È stato uno dei terremoti più forti registrati in Calabria da quando è installata la rete sismica, quello avvenuto nella notte al largo della costa di Amantea (Cosenza), alla profondità di circa 250 chilometri». A confermare l’intensità del sisma avvertito la scorsa notte in Calabria e in tutto il sud Italia è Salvatore Stramondo, direttore del dipartimento Terremoti dell'Ingv.

«La prima stima strumentale di 6,2 è stata successivamente ricalcolata in 6,1 dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Il motore che ha generato questo terremoto si trova nel Mar Tirreno meridionale.

È la litosfera Ionica, ossia la porzione della crosta terrestre e della parte superiore del mantello terrestre in corrispondenza del Mar Ionio, nonché uno dei frammenti più antichi dell'oceano Tetide, che esisteva 250 milioni di anni fa».

Secondo il sismologo, «il meccanismo è quello che spinge la litosfera ionica sotto l'Appennino calabro. A causa di questo processo, chiamato subduzione, la Calabria è considerata una zona di sismicità frequente. È un meccanismo noto», evidenzia ancora, «e anche in passato ha generato terremoti forti nella stessa area di Amantea.

È accaduto, per esempio, il 2 ottobre 1743, con un sisma di magnitudo stimata di 5,1». Fra i terremoti più recenti rilevati dai sismografi, l'Ingv segnala quelli del 18 maggio 1998 e del 17 dicembre 2008, entrambi di magnitudo 5,1 ed entrambi avvenuti a una grande profondità, compresa fra 270 e 310 chilometri.

Anche nel terremoto della notte scorsa è stata la grande profondità a provocare gli alti livelli di scuotimento per i quali il terremoto è stato avvertito in tutte le regioni meridionali, dalla Sicilia fino al Lazio, come indicano i questionari raccolti dal servizio dell'Ingv.

«La frequenza dei terremoti che nella Calabria occidentale avvengono in mare richiede l'installazione di una rete di sismometri anche sui fondali, in questa zona ma e in genere lungo tutte le coste italiane. L'Ingv sta investendo fortemente in questa direzione – ha precisato Stramondo – sta avviando collaborazione con aziende che hanno installato cavi sottomarini per trasmissione dati».