Vicenda Grande Albergo delle Fate: due sentenze blindano l’efficacia della compravendita del 2000
Il legale della società acquirente spazza dubbi ed insinuazioni avanzate di recente nel corso della intitolazione della piazzetta all’impenditore Silvano Mancuso.
Ci sono ben due sentenze che hanno confermato la piena legittimità della vendita del Grande Albergo delle Fate. A scrivere così è l’avvocato PIetro Mancuso, legale difensore di Carmine Pasquale Arcuri, amministratore della società Euromedia acquirente dellì’imponente struttura, il quale interviene per ricostruire i fatti e chiarire il quadro giuridico della vicenda, comunicando l'avvio delle iniziative giudiziarie intraprese a tutela della reputazione del proprio assistito.
Con riferimento alle notizie recentemente diffuse dagli organi di informazione e ai contenuti
successivamente divulgati attraverso i canali social in relazione alla cerimonia di inaugurazione
della Piazzetta "Silvano Mancuso" presso Villaggio Mancuso (a Taverna di Catanzaro, nella Sila Piccola) lo scrivente, nella qualità di difensore del sig. Carmine Arcuri, su espresso incarico del proprio assistito, ritiene doveroso fornire alcune precisazioni affinché l'opinione pubblica possa disporre di un quadro informativo completo, equilibrato e rispettoso dei fatti accertati dall'Autorità giudiziaria.
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Nel corso dell'iniziativa pubblica è stata richiamata la vicenda del Grande Albergo delle Fate,
rappresentando come la controversia relativa alla struttura si protragga ormai da molti anni e
manifestando l'auspicio che le iniziative istituzionali recentemente avviate possano contribuire a
favorirne una positiva definizione.
Successivamente, il medesimo tema è stato ulteriormente riproposto attraverso contenuti diffusi sui
canali social, nei quali la ricostruzione della vicenda è stata espressa con affermazioni ancora più
incisive, quali il riferimento al fatto che il Grande Albergo delle Fate sarebbe "finito in mani
sbagliate" e che non sarebbe stato "firmato l'atto di vendita", messaggi che, per il loro contenuto e per
il contesto nel quale sono stati divulgati, risultano idonei a suggerire al pubblico l'esistenza di una
sostanziale illegittimità della compravendita del complesso immobiliare.
È proprio rispetto a tale rappresentazione della vicenda che appare doveroso richiamare quanto già
definitivamente accertato dall'Autorità giudiziaria.
La vicenda relativa alla compravendita del Grande Albergo delle Fate è stata infatti sottoposta al
vaglio dell'Autorità giudiziaria civile, che si è pronunciata con due conformi decisioni di merito,
dapprima con il Tribunale di Catanzaro e successivamente con la Corte d'Appello di Catanzaro.
Entrambi i giudici hanno riconosciuto la piena legittimità della compravendita del 15 giugno 2000,
escludendo i vizi prospettati dalla sig.ra Sveva Mancuso e confermando la piena validità dell'atto
notarile attraverso il quale il sig. Carmine Arcuri, nella qualità di amministratore della Euromedia
S.r.l., acquistò il complesso immobiliare.
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Le sentenze hanno inoltre accertato che la vendita costituiva l'esecuzione di una deliberazione
validamente assunta dagli organi della società proprietaria, che l'amministratore disponeva dei
necessari poteri rappresentativi, che il notaio rogante aveva correttamente verificato la legittimazione
delle parti e che, alla data della stipula, la signora Sveva Mancuso non rivestiva alcuna posizione
giuridica idonea ad attribuirle poteri di intervento o di consenso rispetto all'atto di compravendita. È
stato altresì escluso che la mancata sottoscrizione dell'atto da parte della stessa potesse incidere, sotto
qualsiasi profilo, sulla validità della vendita.
Si tratta di accertamenti compiuti dall'Autorità giudiziaria all'esito di un articolato contraddittorio
processuale e che, allo stato, rappresentano l'unico quadro giuridico di riferimento della vicenda.
È quindi interesse non soltanto di Carmine Arcuri, ma della stessa correttezza dell'informazione, che
tali decisioni siano portate a conoscenza dell'opinione pubblica con la medesima evidenza riservata
alle dichiarazioni rese nel corso dell'iniziativa pubblica e ai successivi contenuti divulgati attraverso
i social media.
Carmine Arcuri è stato, nella vicenda, esclusivamente il soggetto acquirente del complesso
immobiliare e la piena legittimità del suo operato è stata riconosciuta in due conformi gradi di
giudizio, all'esito di un approfondito esame di tutte le questioni sollevate.
L'iniziativa intrapresa non è animata da alcuno spirito polemico, né intende mettere in discussione il
diritto di ciascuno di manifestare liberamente il proprio pensiero o di esprimere le proprie opinioni,
principi fondamentali del nostro ordinamento democratico.
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Al tempo stesso, tuttavia, il diritto di cronaca e di critica presuppone il rispetto della verità dei fatti e
degli accertamenti compiuti dall'Autorità giudiziaria, soprattutto quando una vicenda sia già stata
esaminata e definita attraverso due conformi pronunce di merito.
Proprio per tale ragione, a tutela dell'onore e della reputazione personale e professionale di Carmine
Arcuri, sono già state intraprese le opportune iniziative giudiziarie nelle sedi competenti, affinché
l'Autorità Giudiziaria possa valutare se le dichiarazioni pubblicamente rese, considerate nel loro
complesso e nel contesto nel quale sono state divulgate, abbiano travalicato il legittimo esercizio del
diritto di critica, ponendosi in contrasto con gli accertamenti compiuti nelle conformi decisioni
dell'Autorità giudiziaria civile.
Con il presente comunicato non si intende alimentare alcuna contrapposizione personale, ma
esclusivamente offrire agli organi di informazione e ai cittadini un quadro completo della vicenda,
affinché ciascuno possa formare il proprio convincimento sulla base di tutti gli elementi disponibili
e non soltanto di una ricostruzione parziale degli eventi.
Lo scrivente – conclude l’avv. Pietro Mancuso – confida che il presente contributo possa essere utilmente pubblicato nell'interesse di una corretta informazione e del pieno rispetto del principio di completezza della notizia, valore imprescindibile per un'informazione libera, equilibrata e rispettosa dei fatti.