Vigilanza privata, proclamato lo stato di agitazione alla Sicurtransport di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia
Le segreterie unitarie di Cgil, Cisl e Uil di settore hanno preso atto della mancanza di risposte aziendali su vari fronti, primo fra tutti quello dei turni massacranti. Attivata la richiesta di raffreddamento alla Prefettura
Le segreterie territoriali unitarie di FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UIL TuCS hanno proclamato formalmente lo stato di agitazione di tutto il personale dipendente della Sicurtransport S.p.A. impiegato nelle province di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia. La decisione arriva dopo il fallimento del tentativo di conciliazione e la totale assenza di risposte concrete da parte dell'azienda di fronte a una serie di gravissime criticità organizzative.
Al centro della vertenza, esplosa formalmente a inizio ottobre a seguito di un cambio nella gestione della pianificazione dei turni, vi sono pesanti violazioni in materia di orari di lavoro, riposi e sicurezza operativa.
La trattativa, condotta dal sindacato e dalle Rappresentanze Sindacali Aziendali, non ha prodotto i risultati sperati a seguito degli incontri con la direzione aziendale.
Tra le anomalie denunciate dalle organizzazioni sindacali figurano casi limite in cui i lavoratori si sono ritrovati a smontare dal servizio alle 6:00 del mattino per poi riprendere a mezzanotte dello stesso giorno – lavorando di fatto sei ore – pur vedendo formalmente registrato quel giorno come "riposo" nei prospetti aziendali. Dinamiche simili sono state riscontrate anche in concomitanza con giornate di ferie, permessi (inclusi quelli della Legge 104/92) e congedi parentali, la cui decorrenza, secondo i sindacati, deve essere garantita tassativamente dalla mezzanotte.
Un altro nodo cruciale riguarda il rispetto del D.Lgs. 66/2003 e del CCNL di categoria sui riposi continuativi: i sindacati ribasiscono che il riposo settimanale non può in alcun modo assorbire le 11 ore di riposo giornaliero, stabilendo che il periodo complessivo di stacco debba variare tra le 32 e le 35 ore a partire dalla fine effettiva del turno.
La situazione più critica e allarmante, tuttavia, si registra sul fronte operativo e logistico nella zona di Tropea. I lavoratori sono sottoposti a turni massacranti e sistematici – come il servizio spezzato tra l'Ospedale di Tropea (19:00-23:00) e il successivo turno di "zona" (23:00-05:00) – per un totale di circa 10 ore consecutive. Una pressione aggravata, secondo la denuncia sindacale, dalla mancata messa a disposizione di autovetture aziendali, che costringe le guardie giurate a partire da Vibo Valentia con i propri mezzi privati affrontando gravi disagi e rischi per la sicurezza stradale a seguito di turni così logoranti. Sul fronte economico e contrattuale, inoltre, le sigle hanno rispedito al mittente la giustificazione aziendale dei turni "non assegnati" legata a presunti esuberi a Vibo Valentia, ricordando che l'eccedenza di personale rientra nel rischio d'impresa e che l'azienda dovrebbe semmai ricorrere agli ammortizzatori sociali anziché impiegare straordinari su altre tratte.
Di fronte al muro eretto dalla direzione aziendale dopo l'incontro del 21 ottobre, i sindacati hanno deciso di passare alle vie di fatto. È scattato l'immediato blocco delle prestazioni di lavoro straordinario, supplementare e di qualsiasi deroga alla turnistica ordinaria.
Contestualmente, le federazioni di categoria hanno chiesto l'attivazione della procedura di raffreddamento e conciliazione ai sensi della Legge 146/1990, sollecitando la Prefettura di Catanzaro a convocare urgentemente le parti. Un passaggio obbligato, quest'ultimo, al termine del quale, in caso di esito negativo o di mancata convocazione, le organizzazioni sindacali si sono dette pronte a proclamare nuove e più incisive azioni di sciopero