A Davoli cresce l'attesa per la suggestiva Naca del venerdì santo con l'originale processione degli abeti
VIDEO | Una tradizione che vive nel piccolo borgo catanzarese grazie ai giovani del posto richiamando ogni anno fedeli da tutta la regione e non solo
I del posto sono il cuore pulsante dell'antica tradizione della Naca del venerdì santo nel borgo di Davoli , un rito originale che la notte della passione di Gesù, a partire dalle 22.00, accende le vie del centro storico di luci e spiritualità con la particolare processione degli abeti, circa 70, portati in spalla dai fedeli, illuminati da 5000 lumini colorati che già dal mese di gennaio vengono realizzati in un piccolo e caratteristico laboratorio, diventato ormai meta di gruppi di curiosi e scolaresche. «Come comunità dobbiamo ringraziare questi ragazzi che si prodigano ogni anno a portare avanti questa tradizione che ormai per Davoli è storica ed ha un richiamo culturale e religioso veramente importante - è il commento del sindaco, Giuseppe Papaleo -. Come Amministrazione gli siamo vicini e li supportiamo, per quello che è possibile, in tutte quelle che sono le loro necessità».
Fede e folklore
Un grande momento di comunità sotto il coordinamento di Evelino Ranieri, volontario sin bambino, oggi 40enne, che ha visto crescere e rimanere viva questa meravigliosa tradizione: «Per me è motivo di orgoglio - afferma - anche quest'anno i ragazzi hanno lavorato bene, abbiamo iniziato subito dopo Natale e siamo ormai agli sgoccioli. Come l'anno scorso stiamo puntando a fare tanto laboratorio con le scuole e quindi a tramandare ai più giovani quello che è il valore della Naca. Anche se il paesino è piccolo ei giovani vengono sempre meno per diverse problematiche, stanno comunque dimostrando la volontà di far crescere questa tradizione che per i davolesi è molto sentita». «Per tutti noi rappresenta un momento di gioia e di felicità - spiega il giovane Matteo Gualtieri - un'occasione per stare insieme e trascorrere qui i nostri pomeriggi. Realizzare i lampioni è un modo per renderci utili e fare comunità».
Un grande esempio di comunità
Dunque un piccolo comune che lancia un grande segnale: « la nostra comunità si stringe intorno alle sue tradizioni - aggiunge il primo cittadino - perché questa è veramente una tradizione storica che si tramanda da generazioni. Tante persone che negli anni passati hanno fatto parte dell'organizzazione, oggi non ci sono più. E attaraverso questi momenti vogliamo anche fare memoria e celebrare un esempio storico per Davoli».
Un momento da vivere insieme
«Anche quest'anno ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito in base alle loro possibilità - ha sottolineato Ranieri - le varie associazioni, i commercianti, i cittadini che ci hanno sostenuto per la riuscita dell'evento». L'invito dunque alla partecipazione è rivolto a tutti: « Venite a vivere con noi questo momento la notte del venerdì santo. Qualche anno fa, nel 2019, l'abbiamo anche portata a Matera , allora capitale europea della cultura, quindi fuori dai confini regionali, per pubblicizzarla e farla conoscere ancora di più a livello nazionale. In cantiere c'è ora un ulteriore progetto: vorremmo portarla a L'Aquila , capitale della cultura 2026».