Al via a Catanzaro il Performing Festival: ricerca, eventi, mostre e workshop sull’arte performativa
Si è aperta la seconda edizione della manifestazione dell’Accademia di Belle Arti calabrese: una settimana di iniziative aperte a tutti e gratuite
L’apertura del Performing Fest 2026 al complesso monumentale del San Giovanni segna l’avvio ufficiale della seconda edizione del festival internazionale dedicato alle arti performative promosso dall’Accademia di Belle Arti di Catanzaro e con la partecipazione delle 11 istituzioni del comparto universitario e AFAM che fanno parte del progetto Performing.
Apertura del festival
Nella mattinata, lo spazio espositivo del San Giovanni ha ospitato “Performing Research”, primo appuntamento del programma, con la presentazione dei progetti di ricerca di Elena Bellantoni, Simone Bergantini, Matilde De Feo, Luana Perilli e Fabio Sandri, a cura di Simona Caramia. Alla giornata hanno preso parte il direttore dell’Accademia, Virgilio Piccari, la stessa Caramia, il curatore Luca Panaro e gli artisti coinvolti. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 15 maggio, diventando uno dei presidi permanenti di ricerca e produzione artistica del Performing Fest.
«Le emozioni sono molte, perché il percorso che ci porta a questa seconda edizione è stato complesso ma estremamente ricco – ha sottolineato Virgilio Piccari –. L’intero corpo docente e l’amministrazione si sono riconosciuti in un progetto comune che oggi trova un primo coronamento. La città sta rispondendo con grande attenzione: i segnali che riceviamo parlano di un forte desiderio di futuro, espresso attraverso il linguaggio dell’arte e della cultura. L’Accademia dimostra di essere una struttura capace di sviluppare progettualità di ampia portata; il nostro auspicio è che questo festival diventi uno stimolo quotidiano, perché la ricerca artistica continui a liberare il proprio valore per il territorio».
Il Villaggio Performing
Con l’apertura della mostra al San Giovanni prende il via anche il “Villaggio Performing”, il grande spazio performativo che fino al 14 marzo animerà l’area fieristica “G. Colosimo” nel quartiere marinaro di Catanzaro. Qui il festival costruisce un vero e proprio villaggio dell’arte performativa, con main stage, aree workshop, spazi per talk, proiezioni, installazioni e corner dedicati ai partner nazionali e internazionali del progetto, che accoglieranno eventi e performance aperti a tutti in maniera gratuita.
«Da oggi il Villaggio Performing apre i battenti e abiteremo lo spazio del polo fieristico Colosimo – ha spiegato Caramia, docente dell’Accademia e coordinatrice scientifica del progetto Performing –. Entriamo nel vivo del festival con i primi workshop, i talk, i live musicali, le pratiche performative che coinvolgono artisti, studenti e istituzioni provenienti da tutta Italia e dall’estero. Dopo aver lavorato a lungo nel centro storico, era fondamentale allargare lo sguardo e abitare altri luoghi della città: il quartiere marinaro diventa così il nuovo orizzonte di questa edizione. Performing è un festival innovativo per la Calabria e ci auguriamo che l’idea di villaggio, radicata nel polo fieristico, possa consolidarsi e riproporsi nelle prossime edizioni».
Soddisfazione anche da parte dell’amministrazione comunale: «Sono molto felice che il festival si espanda anche nella parte della marina, all’Ente Fiera, uno spazio che si presta in modo naturale a iniziative di questo tipo – ha dichiarato l’assessora alla Cultura, Donatella Monteverdi –. L’Accademia sta diventando sempre più grande e capace di declinare sul territorio contenuti di grande qualità, che stanno permeando la città. Il compito di istituzioni AFAM e istituzioni municipali è comune: creare senso di comunità, nei luoghi e tra le persone. Credo che l’Accademia lo stia facendo in maniera egregia e sono felice del rapporto costruito in questi anni, che oggi dà frutti importanti e concreti».
Nel pomeriggio, il Villaggio Performing all’Ente Fiera “G. Colosimo” si è animato con il talk “Progetto Sud” introdotto da Maurizio Lucchini, seguito dal workshop “Fotogrammetria avanzata per Videogame e Ambienti Interattivi” a cura di Diego Ganga, che ha esplorato il passaggio dal progetto SFERA agli asset real-time. Successivamente, Sonia Golemme e Pietro Pirino hanno presentato un talk e live exhibit sul metaverso realizzato durante il progetto Performing, in collaborazione tra l’Accademia di Catanzaro e quella di Sassari. La serata si è conclusa con l’Electro PRMG Act, live musicale com Godblesscomputers, Marco Messina, Paolo Baldini DubFiles e visuals di Elisa Nasi, a cura di Vladimir Costabile.
Il programma del Performing Fest
Dopo la giornata inaugurale al San Giovanni, il programma del Performing Fest 2026 prosegue all’Ente Fiera “G. Colosimo” con otto giornate di eventi tra arti performative, sound art, teatro-danza, ricerca teorica e sperimentazione tecnologica. Il festival riunisce una rete di Accademie di Belle Arti, Conservatori, Università e centri di ricerca italiani ed europei, confermando Catanzaro come uno dei crocevia nazionali per le arti performative contemporanee.
Tra gli appuntamenti in programma: i grandi workshop immersivi sul corpo e la scena, i talk dedicati a arte, diritto e società, le sezioni su tecnologie digitali, intelligenza artificiale e videogame, le residenze e le performance curate da artisti e curatori internazionali. Il 14 marzo il festival si concluderà con la lectio magistralis di Alfredo Jaar e con una lunga maratona performativa che attiverà tutti gli spazi del Villaggio Performing.