Complesso San Giovanni, domenica 1 marzo il primo appuntamento della rassegna “Letter(atur)e Eretiche”
L’appuntamento, dal titolo “L’eresia antistilnovista”, vedrà come relatore il professor Luigi La Rosa, studioso ed esperto di letteratura italiana, presidente dell’Associazione Graecalis, cui è affidata la direzione e il coordinamento scientifico dell’intero progetto
L’itinerario culturale che invita a rileggere la storia della letteratura italiana dal punto di vista del dissenso dalle correnti affermate e della messa in discussione dei canoni convenzionali prende forma domenica 1 marzo alle ore 17.30, al Complesso Monumentale del San Giovanni, con il primo appuntamento della rassegna “Letter(atur)e Eretiche”, promossa dal Comitato di Catanzaro della Società Dante Alighieri.
La rassegna, articolata in dodici incontri, propone un percorso a tappe dedicato alle voci eretiche della tradizione letteraria italiana, con l’obiettivo di indagare, in chiave storica e critica, quelle esperienze nate in contrasto con i modelli dominanti e con le correnti comunemente riconosciute come “ufficiali”.
Attraverso questa iniziativa, il sodalizio presieduto da Teresa Rizzo intende valorizzare il patrimonio della letteratura italiana mediante uno sguardo nuovo e inclusivo, capace di coinvolgere anche le giovani generazioni e di mostrare come la lingua e le opere letterarie più interessanti siano il risultato di continue trasformazioni, tensioni e ridefinizioni nel corso dei secoli.
Dopo la lezione introduttiva dedicata ai tratti peculiari della lingua italiana – una lingua che, per le sue singolari vicende storiche, presenta una fisionomia segnata da forti contrasti – il primo incontro della rassegna consentirà al pubblico di addentrarsi nel tema delle eresie letterarie e di incontrare i primi esponenti di quelle esperienze poetiche che si posero in consapevole rottura rispetto ai modelli dominanti.
L’appuntamento, dal titolo “L’eresia antistilnovista”, vedrà come relatore il professor Luigi La Rosa, studioso ed esperto di letteratura italiana, presidente dell’Associazione Graecalis, cui è affidata la direzione e il coordinamento scientifico dell’intero progetto.
Obiettivo dell’incontro è quello di cogliere e analizzare gli elementi di frizione e di opposizione rispetto alle correnti letterarie affermate. Il percorso prenderà avvio dalla Scuola poetica siciliana, primo nucleo di formazione di una tradizione lirica italiana sviluppatasi alla corte dell’Imperatore Federico II. Una poesia che, pur avendo un ruolo fondativo, risente fortemente del modello provenzale e della lirica in lingua d’oc, fino ad assumere tratti talvolta ripetitivi e convenzionali. Contro questa impostazione si scaglia, con un componimento ironico-satirico, Cielo d’Alcamo, figura che rappresenta una delle prime, autentiche forme di eresia della nostra letteratura.
Con la morte dell’Imperatore nel 1250, la Scuola siciliana si esaurisce e il suo patrimonio si trasferisce in Toscana, dove nasce il primo movimento letterario di respiro sovraregionale: il Dolce Stilnovo, destinato a diventare uno dei pilastri della tradizione letteraria italiana. Ed è proprio in questo contesto che emerge uno degli aspetti più curiosi e significativi, come anticipato dal professor La Rosa: la critica al Dolce Stilnovo nasce anche dall’interno dello stesso movimento. Gli stessi autori stilnovisti, infatti, “si fanno il verso”, dando vita a componimenti apertamente antistilnovisti.
Emblematico è il caso di Dante, autore delle celebri Rime petrose, in cui la rarefazione spirituale e angelicata della donna stilnovista lascia spazio a una poesia aspra e scabra, caratterizzata dalla sprezza delle parole e da un linguaggio volutamente duro. La figura femminile, identificata nella “Petra”, non è più l’angelo luminoso e salvifico della tradizione stilnovista, ma una presenza terrena, resistente e respingente nei gesti e negli atteggiamenti: una donna “bella e petra”, non più “bella e angelica”. In questa scrittura, che nasce anche dall’irritazione e dal dispetto per il rifiuto amoroso, Dante sperimenta consapevolmente una deviazione stilistica che si configura come una vera e propria eresia rispetto ai canoni da lui stesso contribuiti a fondare.
Il percorso dell’incontro si spingerà infine verso la stagione dell’Umanesimo, scivolando nel Quattrocento, attraverso l’analisi di un componimento poco noto di Lorenzo de’ Medici, che si configura come una parodia della monumentalità e della solennità proprie della cultura umanistica.
Il filo conduttore dell’incontro sarà il costante dualismo tra un binario ufficiale e convenzionale e una contro-risposta che nasce come spinta dal basso. Un meccanismo che non riguarda soltanto la letteratura, ma attraversa l’intera storia della cultura: dalle arti figurative alla musica, fino alle scienze, dove le grandi innovazioni e le scoperte più radicali non sono quasi mai il risultato di un progresso lineare, bensì dell’azione di soggetti capaci di mettere in discussione il dato acquisito e le convenzioni dominanti. Come accadde con gli impressionisti, inizialmente derisi e boicottati, eppure destinati a rivoluzionare il modo di concepire la pittura.
La struttura dell’incontro seguirà un format coinvolgente e dinamico: alla spiegazione teorica si alterneranno letture di testi letterari, affidate agli attori dell’Associazione Graecalis, con l’obiettivo di rendere immediatamente percepibili, attraverso la voce degli autori, i contenuti e le tesi sviluppate nel corso della discussione. Questo progetto è realizzato con il contributo della Società Dante Alighieri.