Da Chengdu a Catanzaro: l'intesa internazionale che unisce Calabria e Cina nel segno del design
Il Ministero dell'Università e della Ricerca approva un progetto tra l'Accademia di Belle Arti e una università cinese. Il direttore dell’Accademia di Belle Arti Piccari: «Il piano prevede l'arrivo di 120 studenti l'anno nel centro storico del capoluogo»
L’Accademia di Belle Arti di Catanzaro (ABA) oltrepassa ancora una volta i confini regionali per proiettarsi sulla scena globale. Il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) ha dato il via libera ufficiale a un ambizioso progetto quadriennale in collaborazione con la Chengdu Vocational University of the Arts, consentendo alla Calabria di diventare meta d’elezione per i talenti del design orientale. Il progetto si concentra su due pilastri della modernità: il Design della comunicazione visiva e la Digital Media Art. La struttura è innovativa: gli studenti cinesi frequenteranno i primi tre anni nel loro Paese, ma sotto l’egida italiana. Il 30% dei corsi in Cina sarà infatti erogato e coordinato direttamente dai docenti dell’istituzione catanzarese. Il tassello fondamentale scatta al quarto anno: 120 studenti si trasferiranno a Catanzaro per completare gli studi e ottenere un titolo riconosciuto sia in Italia che in Cina. Un flusso costante di giovani che, una volta a regime, trasformerà il capoluogo in un campus internazionale permanente. A curare i rapporti con l’ateneo cinese è il docente Aba Luca Sivelli.
L’Accademia "fuori dalle mura": la sinergia con la città
Il progetto non è un’operazione isolata, ma si inserisce in una precisa strategia di apertura al territorio. Il Direttore dell'Accademia, Virgilio Piccari, sottolinea come l’istituzione stia diventando un attore economico e sociale primario. Grazie ad una sinergia con l’amministrazione comunale, sono già stati individuati appartamenti nel centro storico destinati ad accogliere gli studenti in arrivo. L’obiettivo è chiaro: rivitalizzare la parte antica della città, portando energia, consumi e contaminazione culturale tra i vicoli del capoluogo. L’Accademia smette di essere solo un luogo di studio per diventare un "agente di rigenerazione urbana", capace di trasformare la cultura in un indotto tangibile per il commercio e l'accoglienza locale.
Una rete di accordi: la fine della "desertificazione"
Il successo con la Cina è solo la punta dell’iceberg di un lavoro profondo iniziato anni fa. «Al mio insediamento – spiega Piccari – l'obiettivo era rendere l'Accademia spendibile e appetibile per generazioni provenienti da ogni territorio». I numeri danno ragione a questa visione: se in passato l'istituzione rischiava la "desertificazione" delle iscrizioni, negli ultimi anni la popolazione studentesca si è pressoché moltiplicata. Oggi l’ABA di Catanzaro vanta una rete di accordi siglati con istituzioni universitarie in tutta Europa. Questo immenso "respiro internazionale" permette uno scambio culturale di studenti e docenti, garantendo ai giovani calabresi la possibilità di formarsi in contesti globali e, specularmente, portando il mondo a Catanzaro. L'orizzonte finale del progetto con Chengdu, infatti, prevede la reciprocità: permettere agli allievi catanzaresi di volare in Cina per completare il percorso e acquisire il titolo cinese.
Verso una "Nuova Primavera"
«Siamo riusciti a rendere il fare quotidiano un esercizio di esposizione della cultura attraverso l’arte», aggiunge il direttore dell’Accademia di Belle Arti. La sfida dei nuovi linguaggi digitali, unita alla capacità di fare rete, racconta oggi di una "nuova primavera" per la Calabria. Non più terra di partenze, ma snodo cruciale che dimostra come l'arte possa essere il volano per un nuovo sviluppo economico e sociale.