Dal contemporaneo al classico il grande teatro al Politeama di Catanzaro con “Metadietro” e “Il medico dei pazzi”
Domani venerdì 30 gennaio, alle ore 21, saliranno sul palco Antonio Rezza e Flavia Mastrella, già Leoni d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia, per presentare il loro ultimo lavoro
Al Politeama di Catanzaro si apre una settimana all’insegna del grande teatro, tra contemporaneo e classico, con due appuntamenti da non perdere nell’ambito della stagione in corso. Domani venerdì 30 gennaio, alle ore 21, per la prima volta saliranno sul palco del Politeama Antonio Rezza e Flavia Mastrella, già Leoni d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia, per presentare il loro ultimo lavoro: “Metadietro”. Con l’abituale graffiante e acuta ironia, il duo affronta le contraddizioni del nostro mondo a partire dal racconto di un equipaggio che naufraga. Uno spettacolo irriverente e provocatorio, che promette di stupire il pubblico, attraverso una creazione che affronta il presente ponendo al pubblico interrogativi che inglobano la dimensione sociale, etica e politica.
Il cartellone ideato dal Sovrintendente e direttore artistico Antonietta Santacroce proseguirà giovedì 5 febbraio con una delle commedie più esilaranti del teatro napoletano, “Il medico dei pazzi”, la celebre farse di Eduardo Scarpetta, tornata a teatro in occasione del centenario della morte del celebre autore. Un congegno comico perfetto, fondato sull’equivoco, riproposto nel nuovo adattamento di Leo Muscato con un cast di primo ordine capeggiato da Gianfelice Imparato nei panni della maschera popolare di Sciosciammocca. La messa in scena si sposta agli inizi degli anni Ottanta, poco dopo la Legge Basaglia, che sancisce la chiusura dei manicomi. In quel periodo, a Napoli come nel resto d’Italia, la riforma apriva nuovi orizzonti di libertà ma anche paure, diffidenze e smarrimento. Un contesto reale in cui la farsa di Scarpetta trova nuove risonanze e si trasforma in una commedia amara, dove il confine tra normalità e “pazzia” diventa ancora più sottile e, forse proprio per questo, ancora più comico.