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11/03/2026 ore 12.42
Cultura

Il comune di Davoli punta sull'inclusione lavorativa con il progetto “InDavoli”. Ecco la testimonianza di Marco

VIDEO | Il 19enne è entrato a far parte del team di un'azienda informatica del comune catanzarese: «Sono contento di questa nuova esperienza»

di Rossella Galati

C'è anche Marco Liberale tra i cinque ragazzi speciali protagonisti del progetto "InDavoli" finalizzato all' inclusione lavorativa . Anche lui ha iniziato il percorso promosso dall'amministrazione comunale di Davoli, in particolare dalla vicesindaca con delega alle politiche sociali Giuseppina Zangari, insieme all'Asp di Catanzaro , sposato dalle aziende del territorio , che per tre mesi accompagneranno i ragazzi selezionati nel mondo del lavoro. In particolare Marco è entrato a far parte della squadra dell'azienda informatica Tod System. «Mi piace l'informatica, programmare software, manipolare i computer - racconta il 19enne - Sono contento di questa nuova esperienza e di conoscere persone nuove che lavoreranno con me».

Partito il progetto di inclusione lavorativa “InDavoli” rivolto a giovani con autismo ad alto funzionamento o neuropatologie affini

Sinergia tra Comune, Asp e aziende locali


Il progetto che mira a valorizzare le competenze e l'autonomia di questi ragazzi è stato condiviso con entusiasmo dagli imprenditori locali, convinti ce la crescita di una comunità passi da visioni condivise e alleanze concrete. «La Tod System è un'azienda di robotica collaborativa che opera a Davoli - spiega l'amministratore Angelo Marra - e ha un impatto anche sul territorio importante. Cerchiamo di coinvolgere le risorse umane e quando ci sono progetti come questo siamo molto disponibili a interagire con l'amministrazione comunale e con chi ci propone questo tipo di iniziativa perché volgiamo rendere il territorio anche attrattivo e dimostrare come aziende del territorio possono anche essere riconosciute in questo ruolo».

Il significato del progetto


«E' un progetto che abbiamo fortemente voluto proseguendo sulla scia della programmazione che avevamo fatto con la nostra azione amministrativa - commenta la Zangari - di inclusione verso il tema della disabilità. Abbiamo cercato di lanciare questo progetto con una visione molto più strutturata: non il semplice assistenzialismo con contributi o aiuti estemporanei alle famiglie ma un percorso duraturo in grado di creare autonomia e inclusione vera nella nostra società, in questo caso indirizzata soprattutto a ragazzi con autismo ad alto funzionamento o neuropatologie affini, che forse è la forma di disabilità che più di tutte deve emergere. Bisogna dare maggiore consapevolezza, bisogna sviluppare maggiore sensibilità su questo tipo di problematiche che a differenza della disabilità motoria ancora è poco conosciuta e forse fa paura ».