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24/03/2026 ore 10.55
Cultura

Inclusione lavorativa a Davoli, ecco la testimonianza di Divina e della sua famiglia: «è davvero una bella esperienza»

VIDEO | L'iniziativa è promossa dall'Amministrazione comunale insieme all'Asp di Catanzaro e cinque aziende del territorio

di Rossella Galati

E' amante del bello Divina , ha 24 anni, è di San Vito sullo Ionio, si è formata all'Accademia delle belle arti di Catanzaro e ora lavora all'Istituto di bellezza Elisir di Davoli. La sua storia si intreccia con altre 4 storie di ragazzi speciali, che in questi mesi stanno sperimentando la vera inclusione lavorativa, non quella fatta di parole ma di azioni concrete grazie al progetto del Comune di Davoli denominato " InDavoli" voluto dalla vicesindaca con delega alle politiche sociali Giuseppina Zangari, realizzato insieme all'Asp di Catanzaro e a cinque aziende del territorio che hanno accolto per tre mesi altrettanti giovani del Soveratese offrendo loro la possibilità di entrare nel mondo del lavoro.


 

Partito il progetto di inclusione lavorativa “InDavoli” rivolto a giovani con autismo ad alto funzionamento o neuropatologie affini

«Io ho aderito all'iniziativa perché con Giuseppina Zangari abbiamo più volte discusso di tematiche legate all'inclusione - commenta la titolare del centro, Caterina Signorello -, così ho sposato subito quello che era il suo progetto. Sono sempre stata propensa a questo tipo di apertura un pò perché fa parte del mio carattere, un pò perchè rientra nel mio modo di vedere la vita in generale». L'iniziativa è stata particolarmente apprezzata dalle famiglie, riconoscendo nella stessa un processo di crescita e di integrazione sociale di fondamentale importanza.

«E' un percorso nuovo e stimolante per Divina e per tutti coloro che incontra. Dovinque sia andata è sempre stata un'esperienza bellissima - racconta la mamma della ragazza, Maria Rosaria Sinopoli -. Quindi sono grata per questo momento a tutti coloro che dedicano tempo e impegno. Niente è scontato, io sono mamma di quattro figli, Divina è l'ultima ma le cose che mi ha dato lei non me le hanno date gli altri tre figli messi insieme, perché è stato tutto sudato e voluto dall'alto. E' Divina di nome e di fatto». «Sicuramente è un fatto estremamente positivo - aggiunge il papà Antonio Celia -, un'esperienza bellissima pr lei prima ancora che per noi. E voglio esprimere profonda gratitudine a tutti coloro i quali si sono adoperati affinchè tutto ciò potesse essere realizzato. Effettivamente per lei è importante vivere queste esperienze perché la fanno crescere nella sua autostima e nella sua autonomia».